La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Ogni città del Friuli Venezia Giulia dovrebbe avere una via dedicata a Bugatto, punito per la sua fedeltà all'Impero


Nel libro Sguardi sul '900 di Ronchi un paragrafo l'avevo dedicato, in merito alla questione dei nomi delle vie della cittadine, all'identità asburgica di Ronchi. Dopo aver ottenuto il via libera da parte della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, la cui origine risale al 15 dicembre del 1918, per il centenario dell’inizio della prima guerra mondiale,nel maggio del 2015,si intitolò una piazzetta a Francesco Giuseppe I d’Asburgo – Lorena. Caso probabilmente unico in Italia. Altra espressione del riconoscimento del periodo Austriaco è la via Giuseppe Bugatto.  
Bugatto fece parte dell'amministrazione dell'Impero d'Austria come regio-imperiale segretario di luogotenenza al Ministero del culto e istruzione, deputato al Parlamento di Vienna per il Partito Cattolico Popolare Friulano, e a causa del suo profondo lealismo alla Casa d'Asburgo, al termine della prima guerra mondiale le autorità italiane gli impedirono il rientro nella città di Gorizia da Vienna. Sono queste due delle rare espressioni riconosciute a livello di odonomastica locale che richiamano il periodo asburgico di Ronchi. In Friuli Venezia Giulia con l'avvento del Regno d'Italia e del fascismo poi la mano pesante del nazionalismo si è fatta sentire, spazzando via tutto ciò che poteva legare l'identità di parte di questa regione fedele all'Impero. Eppure la via a Bugatto, punito per la sua fedeltà all'Impero, la si può trovare in una manciata di località. Oltre a Ronchi, ad Aiello,di cui era originaria la sua famiglia, ad esempio.
In FVG è necessaria una profonda revisione della toponomastica e dell'odonomastica, ed una regione dotata di autonomia, di statuto speciale, dal 1963, cosa ha fatto in materia per distinguersi dalle regioni ordinarie? Vista anche la sua straordinaria storia? Niente. Eppure poi tutti a invocare Gorizia, la Nizza d'Austria, Trieste, la città di Maria Teresa, ma nella realtà dei fatti si è sputato nel piatto dove si è mangiato e si continua a mangiare. Non c'entra essere filo austroungarici, o filo di una cosa che non esiste più, ma di riconoscere e valorizzare la reale identità storica e la reale memoria che il nazionalismo nella sua peggiore veste ha cercato in parte, con efficacia a quanto pare, di spazzare via.

mb

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