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Visualizzazione dei post con l'etichetta no global

Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Dopo il prima gli italiani, ci sarà il prima gli autoctoni. "Terroni" e non solo siete avvisati

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Il movimento no global venne ridicolizzato su tutti i fronti quando denunciava quanto brutta e selvaggia e pericolosa fosse la globalizzazione economica, come sostenuta dall'Europa dell'austerità. Un conto è la globalizzazione che comporta la condivisione di conoscenze e diritti, per quel divenire cittadini del mondo, oggi più utopico che mai come concetto, un conto è sostenere la globalizzazione che fa trovare sulle tue tavole arance spagnole perchè lì costa meno la produzione, cioè il lavoratore, mentre quelle italiane finiscono al macero. La globalizzazione selvaggia ha comportato immigrazioni di manodopera "straniera" a basso costo, con la complicità di tutti i governanti  (ed anche di alcuni sindacati silenti) che si sono succeduti nel corso di questi decenni, dalla Legge Biagi/Maroni al Jobsact, perchè costavano poco, lavoravano in condizioni precarie e tutti hanno chiuso l'occhio sotto la scusante che l'italiano i pomodori a due euro all'ora, se...

E' necessario il (prodotto) made in Friuli Venezia Giulia prima di essere annientati dalla "globalizzazione"

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Il made in Italy è diventato uno slogan che non dice più niente. Diventato più funzionale a quella retorica che ha fatto il male dell'Italia che alla tutela dell'Italia. Dall'arte, alla cucina, dall'agricoltura, alla moda e si potrebbe continuare. Nell'Italia di oggi si rimpiange ciò che non è più italiano. Hanno distrutto le campagne, hanno distrutto le coltivazioni storiche, è stato mescolato tutto, per arrivare all'assurdità di cortocircuiti propri di una società totalmente sballata. La globalizzazione nell'economia ha comportato il saccheggio dell'Italia, l'appropriazione indebita di ciò che ha reso unico il nostro Paese nel mondo per perderci nella nullità dell'essere più niente e nessuno. Siamo bravi a decantare od osannare bellezze e miti e leggende che attraversano la storia di ciò che è arrivato, nel bene o nel male a determinare l'Italia. Un Paese fittiziamente unito, che deve la sua vera forza ai regionalismi, localismi, che...

L'Italia è un piccolo grande paese,bello e possibile,ma ce lo meritiamo? Il vero made in Italy non è per tutti

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Quando i turisti giungono nel nostro Paese, non cercano sempre le solite location, le solite città, le solite Roma, Milano, Napoli o Firenze o Palermo, o Venezia, cercano in tantissimi casi quella vera Italia, che forse neanche gli italiani conoscono più di tanto. L'Italia dei paesi, delle strade dei sapori, del vino, l'Italia dei piccoli borghi. Piccoli luoghi di culto, diffusi, dove in un niente puoi perderti nelle distese cristalline di un lago e pochi minuti dopo, avvolto in una fitta nebbia, in un borghetto d'Italia, uno dei tanti gioielli di questo Paese, che attendendo la terza repubblica, nella sopravvivenza della seconda, vede ritornare la prima, e se continuiamo di questo passo, rischia di ritornare la monarchia. Si avanza nell'omologazione che ci sta distruggendo, perchè non è uguaglianza sociale, si avanza nel progresso, e si regredisce nelle dinamiche sociali e nei diritti, ed anche la bellezza ne risente, ahimè. Luoghi dove regna il vero made i...

Pubblicate il testo dell'accordo tra Comune di Monfalcone e Fincantieri su questione amianto

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Nel 2015, quando avvenne il noto ritiro di costituzione di parte civile nel processo amianto bis, che vedeva imputati 16 ex dirigenti per la morte di 44 persone, 44 operai, a due giorni dalla sentenza, scrissi, senza mezzi termini, che da sinistra venne letteralmente, formalmente e sostanzialmente tradita la questione morale e che ciò lo si sarebbe pagato a caro prezzo. Così è stato. La situazione politica a Monfalcone è già esplosa, con l'astensione enorme, con il popolo della sinistra che non ha votato, o con chi ha votato una destra made Lega Nord, che ha vinto con un programma chiaro e che cercherà di attuare. In questa ottica sono da vedere i famosi sette minuti di scontro verbale, tra il Sindaco di Monfalcone ed il mio conterraneo Bono. Toni alti. Gesto simbolico importante. Alzare la voce è fondamentale, non scontato, purché non sia rappresentazione di un nulla. Così come è più che naturale che la Lega Nord tutelerà i lavoratori a modo suo, con la sua visione del mondo,...

Piazzapulita ha frantumato l'omertà a Monfalcone dove esiste ancora il caporalato

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Prima di scrivere queste righe, mi son dovuto prendere qualche minuto di riflessione, per cercare di non essere troppo impulsivo, dopo aver visto il durissimo ed importantissimo servizio di Piazzapulita sulla questione di Monfalcone, perchè così come esiste la questione meridionale, esiste anche la questione di Monfalcone.  Dopo le condanne sul caporalato in Fincantieri per 20 anni e 6 mesi nel 2015, si pensava che qualcosa fosse mutato. Invece Piazzapulita con il servizio di Andrea Casadio, ha frantumato in pochi minuti quel becero sistema di omertà, che rende possibile, l'indecenza pura. Quando ho visto il servizio la prima cosa che ho pensato è quanto ho osservato con i miei occhi nelle zone di Rosarno qualche anno addietro. Alle prime ore del mattino lavoratori tutti in fila, per strada o seduti sul muretto ad aspettare il caporale di turno, ti sceglie, ti carica sul furgoncino e poi ad essere sfruttato nelle campagne. Ed una cosa similare, a quanto pare, accade ancora...

Non sarà l'Italia ad uscire dall'Euro, ma sarà l'Euro a buttare fuori l'Italia

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Comunque vada il 4 dicembre, sia che vinca il sì, che il no, è già chiaro quello che accadrà. Si vive in una società che dopo la famigerata crisi, che crisi non era, del 2007/2008,  ha visto la democrazia venire demolita, giorno dopo giorno,  e chi oggi governa è una oligarchia finanziaria importante. Lo dicono i mercati e dunque si deve fare. Chi sono questi mercati, nessuno lo ha mai capito. Numeri, cifre, dati, linea che sale, linea che scende, milioni di miliardi bruciati in un niente. Caduta la democrazia, ridotta oggi ad una brutta copia di una tragicommedia del terzo millennio, ci sono tutte le indicazioni che lasciano intendere un qualcosa che sarà inevitabile. In Italia è rimasto ancora poco da comprare, da vendere, pochi beni su cui speculare. Sicuramente in testa vi è la sanità, più qualche altre grande o piccola devastazione ambientale in un Paese che alle prime piogge frana, si allaga, alle prime scosse di terremoto crolla. Siamo ridotti malissimo, l'Italia è ...

Quando ai cantieri navali di Monfalcone si scioperò per sei mesi, erano i caldi anni '60

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Si racconta, ancora oggi, tra chi ha lavorato ai cantieri navali di Monfalcone, le lotte, durissime, che hanno caratterizzato questo territorio verso la fine degli anni '60. Lotte che saranno importanti per l'affermazione dello Statuto dei lavoratori. I motivi furono diversi, le esternalizzazioni, le ditte esterne che pagavano i propri operai quattro soldi che non avevano neanche diritto alla mensa, la mancanza di salari adeguati se non il mancato pagamento del salario. Sei mesi di sciopero ed occupazione anche dei cantieri, anche il Municipio di Monfalcone venne occupato, lotte che attirarono l'attenzione dei media nazionali. Lotta dura, si diceva. Era un periodo storico difficile, si viveva di assistenzialismo, esasperato anche da diverse forme di ammortizzatori sociali, perchè ancora la questione dei confini era calda in questo territorio, ed anche se Monfalcone dal 1947 apparteneva all'Italia, la vicina Trieste, dovrà aspettare il 1954 prima ed il 1975 poi con i...