Passa ai contenuti principali

Quando ai cantieri navali di Monfalcone si scioperò per sei mesi, erano i caldi anni '60

Si racconta, ancora oggi, tra chi ha lavorato ai cantieri navali di Monfalcone, le lotte, durissime, che hanno caratterizzato questo territorio verso la fine degli anni '60. Lotte che saranno importanti per l'affermazione dello Statuto dei lavoratori. I motivi furono diversi, le esternalizzazioni, le ditte esterne che pagavano i propri operai quattro soldi che non avevano neanche diritto alla mensa, la mancanza di salari adeguati se non il mancato pagamento del salario. Sei mesi di sciopero ed occupazione anche dei cantieri, anche il Municipio di Monfalcone venne occupato, lotte che attirarono l'attenzione dei media nazionali. Lotta dura, si diceva. Era un periodo storico difficile, si viveva di assistenzialismo, esasperato anche da diverse forme di ammortizzatori sociali, perchè ancora la questione dei confini era calda in questo territorio, ed anche se Monfalcone dal 1947 apparteneva all'Italia, la vicina Trieste, dovrà aspettare il 1954 prima ed il 1975 poi con il controverso Trattato di Osimo, per vedere chiusa una pagina di storia articolata e complessa. E dunque per tener buoni tutti e far vedere quanto buona fosse l'Italia, si pagava, pur senza lavoro o lavorando, in diversi casi, in modo irrisorio. Lotte contro i padroni, ma anche grande conflittualità tra gli stessi operai emersero.
A guardare come vanno le cose oggi, nella società di oggi, è più che evidente che la mancanza di lavoro, la riduzione dei diritti, l'aver utilizzato all'ennesima potenza manodopera straniera perchè più favorevole a determinate condizioni di lavoro, ha comportato una situazione di disastro vero e proprio. Si doveva intervenire subito, bloccando le esternalizzazioni, bloccando stipendi al ribasso e competizioni al ribasso tra i lavoratori. Ma così non è stato ed oggi ci troviamo nella situazione che è la destra a battersi per i diritti dei lavoratori, per ovvie ragioni, con l'affermazione del prima gli italiani, i monfalconesi, i bisiachi, e magari gli abitanti di un rione specifico, e poi...il nulla. 
La sinistra ha errato enormemente, sostenendo la globalizzazione selvaggia che ha favorito povertà, diseguaglianza ed ingiustizia sociale. Non devono stupire i discorsi di oggi che si manifestano contro i migranti, così come la comprensibile incazzatura sul bonus gratitudine, una follia tutta nostrana, forse,in un contesto ove si registra anche un business inevitabile. Questi sono gli effetti della miseria, del malessere sociale ed è più facile puntare il dito contro l'estraneo al tuo sistema sociale, il più debole, che contro il vero responsabile. Si deve ripartire dal lavoro, dal diritto al lavoro e diritto del lavoro per riequilibrare la situazione, altrimenti la pentola esploderà in pessimo modo e saranno sempre di più cazzi amari.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Gorizia,16 dicembre, manifestazione regionale a sostegno dei migranti "RESTIAMO UMANI-HUMANITY WELCOME"

Il titolo della manifestazione è restiamo umani, humanity welcome. Il 16 dicembre se a Roma ci sarà la manifestazione nazionale dei migranti, a Gorizia si svolgerà una manifestazione regionale che ha lo scopo di denunciare il fallimento dell'accoglienza diffusa in regione, lo stato di degrado umano che si è raggiunto nei confronti dei richiedenti asilo "fuori convenzione", senza dimenticare quanto accade nel CARA di Gradisca, che è oltre ogni limite di capienza, destinato a diventare nuovamente centro di espulsione, senza dimenticare quanto accade lungo le rive dell'Isonzo da Gorizia a Gradisca, a Pordenone, senza dimenticare l'omissione di soccorso sistematica ed impunita. Gorizia non è mai stata realmente una porta verso l'Est, si è sempre chiusa, non è mai stata una porta verso l'Oriente, e la caduta visiva dell'ultimo muro d'Europa, dopo quello di Berlino, è stato solo un gesto illusorio, perchè le divisioni sono sempre state la normalità in q…