Passa ai contenuti principali

Quando il fascismo si inventava anche re e santi


I processi di italianizzazione violenta e forzata, tramite la folle formula della “restituzione” del cognome, o nome o denominazione alla sua versione originaria, cioè inesistente, ha comportato nella Venezia Giulia anche l'invenzione, nella immaginazione visionaria collettiva, di un santo e di una sorta di re. Il primo caso riguarda  San Dorligo della Valle. Non esiste alcun San Dorligo, nessun Santo. Eppure esiste un Paese che si chiama, ora San Dorligo. E' vero che intorno al XVI secolo si iniziò ad affermare, per questa località, il nome di San Dorligo, storpiatura Sant'Ulderico, pur essendo sempre noto con il nome sloveno Dolina che significa valle. Ma nel 1923, per mano del fascismo, assunse ufficialmente la denominazione di San Dorligo della Valle. Però il 3 luglio 2002, dopo un referendum popolare, al centro abitato veniva restituita la denominazione di Dolina, ma a livello nazionale rimarrebbe la denominazione San Dorligo della Valle. Nel sito del Ministero dell'Interno, ad esempio, più volte emerge la sola indicazione San Dorligo della Valle. Ed è logico che nell'immaginario collettivo, anche per semplificazione comunicativa, specialmente per chi non è di queste parti, quel comune verrà chiamato semplicemente San Dorligo della Valle ed identificato come tale. L'altro caso è quello di Redipuglia. Molti sono convinti che trattasi di un re vero e proprio, a volte è capitato di leggere non Redipuglia, ma Re di Puglia. Anche questa terra di mezzo, il cui nome originario era Sredi Polje, venne italianizzata in tal vile modo. Operazioni di bonifica, di cancellazione identitaria ed etnica che hanno colpito soprattutto gli sloveni, ma anche austriaci e tedeschi, croati e serbi. Infatti, Aldo Pizzagalli, uno dei principali responsabili dell'italianizzazione dei nomi e cognomi nella Venezia Giulia, all'atto della morte, pur avendo realizzato un libro quale " per l'Italianità dei cognomi" con la prefazione a cura del fascista Augusto Turati, all'atto della morte il necrologio che ricordava la sua persona ometterà proprio la sua attività principale, quale l'italianizzazione dei cognomi, poiché questa interessò anche i tedeschi e visto che la sua morte avvenne sotto l'occupazione nazista di Trieste non si poteva turbare il sentimento dell'occupante. Insomma non esiste alcun San Dorligo ed alcun Re, di Puglia, eppure molti sono convinti che tale santo e tale re siano realmente esistiti.

Commenti

Post popolari in questo blog

E' necessario produrre una filmografia sulla resistenza e realizzare musei sulla sua storia

I tempi son mutati ed è di fondamentale importanza, per non rischiare di essere sommersi dall'ignoranza, dal revisionismo storico, dall'indifferenza,  trasmettere i valori della resistenza anche attraverso strumenti e mezzi che ad oggi per ragioni a dire il vero incomprensibili sono stati poco utilizzati. Libertà, uguaglianza, fratellanza, pace, riscatto morale ed etico del nostro Paese, internazionalismo, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, diritti civili, ovvero antinazifascismo. Concetti che quotidianamente vengono sistematicamente e metodicamente messi in discussione. E' vitale, per la memoria umana storica attivarsi in ogni ovunque per promuovere una filmografia sulla nostra resistenza, necessità che viene espressa non solo da storici, ma anche da scrittori, registi, e cittadini, nonché promuovere spazi museali affinché si possano raggiungere con maggiore facilità e coinvolgimento, anche emotivo e fisico, le nuove generazioni. Esistono musei di ogni tipo in …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

L'Italia entro il 2065 rischia di perdere quasi 20 milioni di abitanti, con anche spopolamento enorme nel Sud

Siamo un piccolo Paese, che ha raggiunto la soglia di 60 milioni di abitanti e che probabilmente non solo non supererà mai più ma che rischia di vedere con il binocolo per i prossimi decenni. Certamente viviamo in una società di 7 e passa miliardi di persone, siamo troppi, ma chi pagherà più di altri lo spopolamento saranno i Paesi poveri e tra questi vi è ovviamente anche l'Italia. Se il Sud rischia di vivere uno spopolamento pazzesco, nell'Europa, l'Italia è come il suo sud, vivrà uno spopolamento importante. Cosa comunica l'ISTAT? 
"La popolazione residente attesa per l'Italia è stimata pari, secondo lo scenario mediano, a 58,6 milioni nel 2045 e a 53,7 milioni nel 2065. La perdita rispetto al 2016 (60,7 milioni) sarebbe di 2,1 milioni di residenti nel 2045 e di 7 milioni nel 2065. Tenendo conto della variabilità associata agli eventi demografici, la stima della popolazione al 2065 oscilla da un minimo di 46,1 milioni a un massimo di 61,5. La probabilità d…