Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Quella leggenda sul colonnello Bowman che scampò all'attentato perchè non dormì a Miramare, il castello maledetto da Carlotta


Chiunque abiterà sotto questo tetto, muoia come il mio consorte: lontano dalla patria, lontano dagli affetti,di violenta morte, in peccato mortale. 
Si narra che questa sia la maledizione di Carlotta,  dopo l'uccisione di Massimiliano, avvenuta per fucilazione, in terra messicana. Un castello di cui si racconta che quella maledizione colpì diversi personaggi importanti, che pernottarono tra le mura di uno degli edifici più affascinanti del Friuli Venezia Giulia. Chi sfuggì alla maledizione, fu il colonnello Bowman. Che prese il posto di Monfort, dopo solo due mesi dal suo insediamento a Trieste per la gestione degli affari civili per conto del GMA. Il colonnello americano Alfred Connor Bowman divenne dunque l' ufficiale superiore per gli Affari civili del GMA della Venezia Giulia. Di lui si ricorda in particolar modo l'introduzione delle conferenze stampa in stile americano, come segno del ritorno alla democrazia, che in Italia era sconosciuta a causa della dittatura fascista,  conferenze stampa dove i giornalisti ponevano delle domande sulle questioni triestine e lo stesso rispondeva, ed i resoconti venivano diffusi nel Giornale Alleato, senza tirarsi indietro. Si ricorda la sua presa di posizione a favore dei lavoratori triestini, proponendo l'incremento salariale, per fronteggiare l'inflazione ed il costo della vita, insostenibile per i triestini, la sua contrarietà a costruire a Trieste case in stile americano, in legno, sia perchè vi era carenza di legno, sia perchè la bora che soffiava, potente, poteva essere un problema per quel tipo di edificazione. Ma del colonnello americano si narra soprattutto una leggenda. Che decise di pernottare in una villa in via Romagna, passando da una notte in tenda nel parco di Miramare, perchè voleva sottrarsi alla maledizione di Carlotta. Va detto che effettivamente l'americano scampò all'attentato che doveva vederlo come protagonista. Per mano della Pasquinelli, vi era un piano per farlo fuori. Dieci giorni dopo la more di De Winton, ucciso dalla Pasquinelli,  la Polizia Civile aveva arrestato a Trieste un uomo, ingaggiato in seguito ad un accordo con l'estremista italiana,  che lo doveva assassinare lo stesso giorno.  Ma a causa di un suo viaggio nella capitale italiana e poi in Campania, ebbe la vita salva. Insomma, sfuggì alla maledizione di Carlotta. 
mb

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