Quella guerra di scuole nella Venezia Giulia alle porte dello scoppio della grande guerra
- Ottieni link
- X
- Altre app
"Esistono una scuola nautica ed una
di accademia del commercio governativa, dove la lingua di insegnamento è
ancora l'italiano, ma sono un'eredità dei vecchi tempi, di un mondo che
è già tramontato: l'una fu aperta nel 1754, l'altra nel 1817. Un terzo
istituto italiano che si dice governativo, la scuola industriale vive
con un lauto sussidio annuo del Comune. Tutte le tre scuole sono
state impiantate in palazzi di proprietà del Comune e della Camera di
commercio. Oltre a' ciò non vi è più' nulla di italiano del Governo a
Trieste: nè una Scuola elementare, nè un ginnasio, nè un istituto
tecnico". Da osservare che non si era in Italia, ma sotto l'Impero asburgico e che la lingua principale non era l'italiano ma il tedesco.
Ma l'articolista di quel tempo si sofferma anche su quanto accadeva nel resto della Venezia Giulia. " Fuori di Trieste poi, in tutta la Venezia Giulia, con i suoi 383 mila italiani, non rimane che a contare ancora di governativo un ginnasio a Capodistria, che vive però anche di contributi comunali e di un lascito della contessa Grisoni, una piccola sezione italiana aggregata al ginnasio tedesco di Gorizia e un'altra scuola nautica a Lussinpiccolo. Null'altro". Si ricordava che anche la città più italiana dell'Istria con i suoi quindicimila abitanti, "Pirano e Monfalcone, che, con i suoi cantieri e le sue officine, supera le dodicimila anime, domandano da molto tempo al Governo un ginnasio: si è sempre risposto con un reciso rifiuto. Invece si aprono scuole tedesche per i figli di pochi ufficiali o impiegati, mandati in guarnigione o scaglionati lungo una linea ferroviaria". E ancora a "Ragusa, dove ci sono almeno mille cinquecento pugliesi che fanno commerci di verdure e di frutta, si vedono perfino molti figli di questi regnicoli fondersi nelle file serbe e croate, sdegnare la lingua patria, urlare fanatici contro gli italiani. A Santa Croce, poco lontano da Trieste, prima che si aprisse una scuola della Lega Nazionale, avvenne che un figlio di un regnicolo, vissuto sempre in paese, chiamato in Italia per il servizio militare, non sapeva una sola parola di italiano".
Da constatare che una politica simile, anche se decisamente più feroce, rispetto a quella denunciata dall'inviato speciale della Stampa, una decina d'anni dopo verrà attuata dal fascismo nel confine orientale verso le minoranze slovene e germanofone, cercando di sradicarne le radici, l'identità, la tradizione, la lingua.
mb
- Ottieni link
- X
- Altre app

Commenti
Posta un commento