I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone
Il 14 giugno del 1947, sotto il Presidente della Repubblica Enrico de Nicola, venne conferita alla regione del Friuli e per essa alla città di Udine l'importante medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza. L'atto avvenne formalmente con decreto in data 14 giugno 1947 - Disp. 33 - Pag. 3422 - registrato alla Corte dei Conti il 10 luglio
1947. Registro Presidenza 8 foglio 333. La targa commemorativa è posta sotto la quattrocentesca Loggia del Lionello. Una città che ha dato un contributo enorme alla Resistenza che è sempre bene ricordare, 19 mesi di battaglia, in una regione annessa al Litorale Adriatico sotto il controllo nazista dall'8 settembre del '43, una regione dove vi è stata convergenza tra partigiani italiani e sloveni, una regione dove vi è stato uno scontro feroce con nazifascisti provenienti da estremità come, i cosacchi, i cetnici, i domobranci. In Italia sono solo due le regioni ad aver avuto la medaglia d'oro al valor militare , il Friuli, prima regione italiana ad avere questa onorificenza, e la Valle d'Aosta oltre ad una quarantina di città. Questo il tenore della motivazione:
Fedele alle tradizioni dei padri, anelante a riscattarsi dalla tirannide e a rinascere a libertà, il popolo Friulano, dopo l’8 settembre 1943, sorgeva compatto contro l’oppressione tedesca e fascista, sostenendo per 19 mesi una lotta che sa di leggenda. A domarne la resistenza, il tedesco guidava e lanciava, in disperati sforzi, orde fameliche di mercenari, mentre il livore fascista a servizio delle barbarie tradiva il generoso sangue del popolo. La fede ardente e l’indomito valore delle genti Friulane vincevano sulle rappresaglie, sul terrore, sulla fame. Nelle giornate radiose dell’insurrezione, i suoi ventimila partigiani, schierati dai monti al mare, scattavano con epico eroismo per ridonare a vita ed a libertà la loro terra. Duemilaseicento morti, milleseicento feriti, settemila deportati, ventimila perseguiti sentono ancora nello spirito le ansie e i patemi e nelle carni il bruciore delle ferite e delle torture, testimoniano il cruento e glorioso sacrificio offerto dal popolo, alla madre comune, e dai roghi ardenti dei paesi distrutti si leva al cielo la sacra fiamma dell’amore per l’Italia e per la libertà. Settembre 1943 - maggio 1945.
mb
Commenti
Posta un commento