Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Le preoccupazione della CIA per il rischio incidenti a Trieste nel marzo 1953




 

Un documento datato 19 marzo 1953 della CIA afferma che "gli estremisti quasi certamente procureranno alcuni incidenti a Trieste questo fine settimana".  Ipotizzavano una manifestazione tra aderenti al movimento neofascista sociale italiano (MSI),  ma saranno compresi anche i comunisti, probabilmente, conclude la CIA. La gravità degli scontri, rileva il documento statunitense, dipenderà in parte da quanti membri dei gruppi più moderati parteciperanno. Fanno riferimento in particolare all'esplosione di una granata avvenuta nella giornata dell'8 marzo, esplosione che ebbe luogo durante una manifestazione non programmata.  Rilevano che il MSI non era in grado di controllare gli aderenti alle sue manifestazioni, affermandosi che gli attivisti potevano provenire dall'Italia come accaduto nel caso dell'8 marzo. L'attenzione cade anche sul comportamento dei comunisti. Si cita, ovviamente, Vidali, "il leader comunista di Trieste, presumibilmente non si aspetta rivolte quest'anno". Ma come sappiamo, si sbaglieranno, perchè nel novembre del 1953 gli incidenti a Trieste ci furono, con 6 morti ed un centinaio di feriti, mentre nulla accadde nel mese di marzo,  le preoccupazioni della CIA furono infondate oppure giunsero alle orecchie giuste, d'altronde è noto che era attesa una importante manifestazione a Trieste il 20 marzo del 1953, doveva realizzarsi quel giorno una iniziativa a sostegno dell'italianità con l'esposizione del tricolore ovunque, ma la parola d'ordine non venne data, forse perchè le pressioni degli americani quella volta ebbero effetto, cosa che invece non si potrà sostenere per i fatti passati alla storia come la rivolta di Trieste. Probabilmente la preoccupazione degli angloamericani derivava da quanto accaduto il 20 marzo del 1952 dove  ci furono degli scontri importanti  con la polizia militare alleata  iniziati quando un corteo nazionalista  aveva tentato di attaccare una scuola slovena,  al  solito grido di: Vogliamo l’Istria!, Vogliamo la Dalmazia. Manifestazione che venne effettuata per l'anniversario della dichiarazione tripartita del 10 marzo 1948 in base al quale Trieste sarebbe dovuta diventare italiana.

mb


 

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