Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

 La situazione sanitaria disastrosa negli anni '50 a Nova Gorica



Un report della CIA focalizzato sulla situazione del socialismo in Jugoslavia, fotografa, in modo impietoso, la situazione a Nova Gorica. Siamo nel 1951 ed emerge che nella municipalità di Nova Gorica, che ricordiamo venne fondata nel 1947, vi erano in tutto il distretto solamente due medici a disposizione, uno a San Pietro di Gorizia, si legge, uno a Salcano. I nomi sono stati scritti così. Vista la complessità dell'area, scrive la CIA nel suo report, il numero dei medici non è adeguato. Si racconta il caso di un medico di San Pietro, che a luglio di quell'anno è stato sostituito, perchè colpito da una crisi nervosa a causa dell'enorme mole di lavoro a cui era chiamato, giorno e notte, senza sosta. Vien da pensare a questo povero medico, cosa deve aver sopportato, altro che le pene dell'inferno, per essersi preso l'esaurimento nervoso per il troppo lavoro. Rilevano che il medico domiciliare poteva effettuare una visita, nella migliore delle ipotesi, solo due o tre giorni dopo la chiamata. Nell'ospedale di Vipacco erano ricoverati i malati che venivano trasportati con la croce rossa di Gorizia. I medicinali erano completamente gratuiti per i lavoratori, mentre chi aveva un reddito superiore ai 50 mila dinari doveva pagarsi l'assistenza sanitaria, i medicinali ordinari erano disponibili nelle farmacie, mentre quelli stranieri erano difficili da trovare e se disponibili il prezzo era costoso.Una situazione difficile, e c'è da riflettere su quanto sia importante,soprattutto oggi dove diamo tutto per scontato, adoperarsi per avere una sanità pubblica ottimale, efficiente. Occorre rilevare, che il diritto alla salute nella costituzione jugoslava del 1946, vigente in quel tempo, vedeva lo Stato assumere l'obbligo di attivarsi per migliorare la salute delle persone organizzando e controllando il servizio sanitario, gli ospedali, le farmacie, i sanatori, i sanatori e i centri di convalescenza e le altre istituzioni sanitarie. Ma la realtà del goriziano sul fronte jugoslavo dei primi anni '50 sembrava raccontare una situazione difficile e tutt'altro che corrispondente ai dettami costituzionali della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia.

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