A Gorizia il nazionalismo è capace di produrre dei cortocircuiti storici incredibili. Da un lato al parco della Rimembranza continua a dominare sovrano il monumento fatto a pezzi dai domobranci, collaborazionisti dei nazisti nella Venezia Giulia occupata dalla Germania nazista, con una targa dove si può leggere che "mano incivile armata dall'odio dei nemici dell'Italia" il il 12 agosto del 1944 lo fecero saltare in aria". Evento che fu la conseguenza dell'attentato che avvenne al teatro Verdi di Gorizia il pomeriggio del 5 agosto del 1944. Al le ore 17.30 scoppiava una bomba ad orologeria nell'interno del teatro Verdi di Gorizia, a quell'ora affollato di donne e bambini. Rimanevano ferite 10 persone fra le quali due gravemente e decedevano poi all'ospedale. Altra bomba inesplosa veniva rinvenuta nella galleria dello stesso Teatro. Inizialmente si diede colpa ai partigiani, liquidati sempre come banditi, ma diverse ipotesi invece hanno sost...
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La situazione sanitaria disastrosa negli anni '50 a Nova Gorica
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Un report
della CIA focalizzato sulla situazione del socialismo in
Jugoslavia, fotografa, in modo impietoso, la situazione a Nova Gorica.
Siamo nel 1951 ed emerge che nella municipalità di Nova Gorica, che
ricordiamo venne fondata nel 1947, vi erano in tutto il distretto
solamente due medici a disposizione, uno a San Pietro di Gorizia, si
legge, uno a Salcano. I nomi sono stati scritti così. Vista la
complessità dell'area, scrive la CIA nel suo report, il numero dei
medici non è adeguato. Si racconta il caso di un medico di San Pietro,
che a luglio di quell'anno è stato sostituito, perchè colpito da una
crisi nervosa a causa dell'enorme mole di lavoro a cui era chiamato,
giorno e notte, senza sosta. Vien da pensare a questo povero medico,
cosa deve aver sopportato, altro che le pene dell'inferno, per essersi
preso l'esaurimento nervoso per il troppo lavoro. Rilevano che il medico
domiciliare poteva
effettuare una visita, nella migliore delle ipotesi, solo due o tre
giorni dopo la chiamata. Nell'ospedale di Vipacco erano ricoverati i
malati che venivano trasportati con la croce rossa di Gorizia. I
medicinali erano completamente gratuiti per i lavoratori, mentre chi
aveva un reddito superiore ai 50 mila dinari doveva pagarsi
l'assistenza sanitaria, i medicinali ordinari erano disponibili nelle
farmacie, mentre quelli stranieri erano difficili da trovare e se
disponibili il prezzo era costoso.Una situazione difficile, e c'è da
riflettere su quanto sia importante,soprattutto oggi dove diamo tutto
per scontato, adoperarsi per avere una sanità
pubblica ottimale, efficiente. Occorre rilevare, che il diritto alla
salute nella costituzione
jugoslava del 1946, vigente in quel tempo, vedeva lo Stato assumere
l'obbligo di attivarsi per migliorare la salute delle persone
organizzando e controllando il servizio sanitario, gli ospedali, le
farmacie, i sanatori, i sanatori e i centri di convalescenza e le altre
istituzioni sanitarie. Ma la realtà del goriziano sul fronte jugoslavo
dei primi anni '50 sembrava raccontare una situazione difficile e
tutt'altro che corrispondente ai dettami costituzionali della Repubblica
Federativa Popolare di Jugoslavia.
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
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