Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

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    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

Superare il giorno del Ricordo e del ricongiungimento del Litorale alla madrepatria è una necessità. Basta dispetti e provocazioni

 


La storia è una cosa seria, però dalle parti del confine orientale, sulle vicende complesse, che hanno interessato la Venezia Giulia, l’Istria, la Dalmazia e Fiume, questa si è prestata, suo malgrado, al peggior uso e consumo della politica del dispetto. Diventando ultras, tifosi, con politici e rappresentanti istituzionali che santificano nel nome di un consenso elettorale, ma danneggiano, incredibilmente, le relazioni di vicinato. Tanto dalla parte italiana, quanto slovena. Il giorno del Ricordo ed il ricongiungimento del Litorale alla madrepatria sono due eventi strumentalizzati per fini nazionalistici. In Slovenia si è detto che a Monfalcone i 40 giorni jugoslavi sono stati giorni di libertà. Per chi? Se si parla agli sloveni che hanno subito le violenze fasciste e sognato di annettere Monfalcone, Gorizia, e Trieste alla Jugoslavia, sicuramente son stati giorni di libertà, ma per gli italiani che hanno subito le deportazioni, il rischio di annessione ad uno Stato comunista e straniero, è stato un vero incubo. Ecco, dipende a chi si parla e sicuramente non al proprio vicino. Quando in Italia si rivendicano ancora con quell’irredentista viva l’Istria e Fiume e la Dalmazia italiane, si commettono errori madornali nelle relazioni politiche di vicinato e le due leggi in questioni sono perfette armi di distruzione delle relazioni diplomatiche, perché diventano il pretesto per seminare dispetti, veleni, tossicità. Si dice tanto di essere europeisti, ci si sciacqua la bocca con parole strepitose di amicizia, però, il dispetto è alle porte. Il tutto nel mentre Nova Gorica e Gorizia nel 2025 condividono il titolo di capitale europea della cultura. Tante le attese, ma per come le cose si stanno mettendo, il rischio di un clamoroso buco nell’acqua c’è e le provocazioni che continuano ad arrivare a livello istituzionale tanto dalla parte slovena che quella italiana non sono certamente positive. Dunque, sarà una cosa buona e giusta quando si supereranno quelle due leggi antistoriche quali quella sul giorno del ricordo e del ricongiungimento del litorale alla madre patria, quando non ci sarà più necessità di provocarsi, e di lasciare alla storia ciò che è proprio della storia, e alla politica delle buone relazioni di vicinato ciò che deve andare oltre logiche nazionalistiche di quel ‘900 che continua ad essere una pessima palla al piede.

mb

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