Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Discriminare i russi, non ci renderà migliori di chi ha invaso l'Ucraina


La guerra è guerra, si dice. Ogni regola, ogni logica, salta, informazione e propaganda si mescolano, e tutta l’erba diventa un solo fascio. Così è quello che sta accadendo ora contro molti cittadini russi che pagano per il solo fatto di essere russi, sulla propria pelle, ingiustizie e discriminazioni, che rimarranno nel tempo. Indelebili o meno sarà la storia a dirlo. Semplicemente è ingiusto, inaccettabile, discriminatorio e fomenta anche razzismo, escludere, bandire, isolare, non invitare, eliminare, i russi, solo perché russi. Dalla cultura, allo sport, dall’arte, alla musica, presente e passato, uniti dall’omologazione dell’esistente che vuole vedere nei russi una sorta di nazismo del terzo millennio e in quanto tale da bandire da ogni dove. Qui non è in discussione la condanna all’invasione criminale posta in essere dal dittatore Putin. Ma il modo con il quale l’Occidente sta generalizzando l’odio e l’intolleranza contro chi non ha colpa alcuna se non quella di essere russa e che nulla centra con l'invasione criminale posta in essere da Putin in Ucraina. Tutto ciò è un grave errore che non ci rende migliori di chi ha invaso l'Ucraina e paradossalmente rinforza proprio chi si vorrebbe indebolire, ovvero il regime di Putin.

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