L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Quando l'Austria non voleva a Trieste l'Università, che oggi si rinnova il logo e quella somiglianza tra i loghi dell'Università popolare e quella di Trieste

 

 

Sotto l'Impero austroungarico a cui la città di Trieste deve gran parte della propria storia e ricchezza, veniva garantita la convivenza tra i popoli, tra le diverse culture, latine, slave e germaniche, si ponevano però dei paletti. Se ad esempio sotto l'Impero non era difficile trovare vie e strade dedicate a personalità importanti della cultura italiana, come Verdi, Manzoni o Petrarca, è anche vero che a causa dell'irredentismo l'Impero reagiva chiudendosi a riccio a discapito anche della cultura. Le prime basi per quella che solo nel 1924 diventerà l'Università di Trieste, vennero realizzate per iniziativa di un cittadino privato, non uno qualunque. Parliamo del barone Revoltella, con la  “Scuola Superiore di Commercio”, creata nel 1877.  Poco più di vent'anni dopo nasce la prima università popolare, esattamente il 27 dicembre del 1899, quando il Consiglio comunale triestino sancisce di istituire lezioni serali per adulti e di organizzare lezioni pubbliche,  con il nome di Università Popolare di Trieste che inizierà la sua attività ufficialmente il 2 dicembre 1900. Baluardo di riferimento sicuramente per gli italiani avversi all'Impero Austro Ungarico. Il logo dell'Università popolare triestina recitava NEC ARMA NEC OPES SED ARTES ET SCIENTIAE P E R E N N A N T

Logo che verrà rinnovato successivamente per renderlo più "moderno" e leggibile:



L'Università di Trieste sotto il Regno d'Italia inizierà a prendere forma con il regio decreto-legge 7 novembre 1920, n. 1667, il quale trasformava la Scuola, con l'aggiunta di un terzo anno di corso, in “Istituto Superiore di Studi Commerciali”, parificandolo sostanzialmente ad altri istituti italiani e  con il regio decreto 8 agosto 1924, n. 1338, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 settembre 1924, nascerà ufficialmente l'“Università degli Studi Economici e Commerciali”, che comprenderà la Facoltà di Scienze Economiche e Commerciali.




Il logo dell'Università triestina e quello dell'Università popolare sono simili nello stile e nella grafica.


Logo che nel tempo ha subito alcune rivisitazioni, l'ultima è quella del mese di maggio 2021 che lo rende sicuramente più leggibile e meglio definito a livello grafico.


Infatti, i mattoncini della città turrita (il cuore del sigillo trecentesco della Città di Trieste, ripreso nel logo dell’Ateneo) che è lo stesso ripreso dall'Università popolare di Trieste,  sono stati ridisegnati, come sottolinea nel suo comunicato l'Università,  con l’introduzione di una campitura di colore che li rende più visibili e nitidi. È stata poi reinserita la bordatura a doppio cordone che conferisce al marchio maggiore stabilità. Il carattere antico che compone la scritta Universitas Studiorum – Tergestum MCMXXIV all’interno della bordatura, infine, è stato rinfrescato per favorirne la leggibilità. 

Non resta che fare gli auguri all'Università di Trieste per il rinnovamento del logo, che aggancia la tradizione, con il progresso.  Università che a livello qualitativo si pone sempre tra le prime in Italia e tra le più rinomate nel mondo accademico internazionale, orgoglio della nostra regione.

mb

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