La grande impunità verso il fascismo che ha causato centinaia di migliaia di morti in Italia

Quando parliamo del fascismo, non stiamo parlando di una rissa di quartiere, ma di una tragedia che ha segnato la carne di questo Paese per decenni. Il punto è questo: il fascismo mica è arrivato al potere perché Mussolini era un genio della politica o perché aveva chissà quale mandato divino. No! Il fascismo è stato un fenomeno reazionario, certo, ma che è rimasto in piedi perché lo hanno tenuto su. La borghesia, il grande capitale e, soprattutto, diciamocelo chiaramente, la monarchia. Perché senza il Re, Mussolini a Roma non ci sarebbe mai arrivato. Mai! Sarebbe finita lì. E invece no. E allora cosa succede? Succede che inizia questa lunga scia di sangue che è difficilissimo persino quantificare. Noi oggi proviamo a dare dei numeri, ma è una contabilità dell'orrore che sfugge di mano. Già prima della presa del potere, tra il '19 e il '22, abbiamo lo squadrismo.  E lì sono botte, sono bastonate, sono tremila persone — sindacalisti, comunisti, gente che non ci...

Quel silenzio sull'inchiesta che fece tremare il Nord Est. L'operazione grande Tagliamento. La libertà di stampa finita nell'isola che non c'è


In Italia la libertà di stampa è finita da tempo nell'isola che non c'è. Lo si è visto con il governo Draghi, con la campagna sulle vaccinazioni, a prescindere da come la si possa pensare o meno. C'è stata propaganda, non informazione. E dunque non ci si deve stupire se da oltre due anni è caduto un profondo silenzio sull'inchiesta che fece tremare il Nord Est. Ciò a prescindere dal segreto sacrosanto istruttorio. Parliamo dell'inchiesta del novembre 2018. Quella che vide impiegati quasi 400 finanzieri del Comando Regionale Friuli-Venezia Giulia che vennero nel triveneto e in tutto il territorio nazionale in acquisizioni documentali, perquisizioni e sequestri disposti dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Gorizia presso decine di enti pubblici, società e abitazioni di soggetti sottoposti ad indagini, all’esito preliminare di un’attività investigativa condotta su molteplici appalti di opere pubbliche per un valore di oltre un miliardo di euro. La Procura goriziana stava ricostruendo le catene di appalti e subappalti e verificando la regolarità di circa 150 procedimenti di aggiudicazione delle opere pubbliche a seguito di gare indette negli anni 2015/2018. Il nome dell’operazione, ribattezzata “GRANDE TAGLIAMENTO”,  si leggeva nel comunicato "eleva a manifesto dell’indagine vicende di vera e propria spartizione dei lavori da realizzare a destra e a sinistra del Tagliamento, fiume che divide il Friuli Venezia Giulia dal Veneto. Tra i reati per cui si procede si evidenziano l’associazione a delinquere, la turbativa d’asta, gli inadempimenti e le frodi nelle pubbliche forniture, i subappalti in violazione di legge e concussione. Sono al vaglio altre ipotesi di reato. Le indagini proseguono nel rispetto del segreto istruttorio con l’esame della documentazione sequestrata ed acquisita, nonché con interrogatori e testimonianze".

Giusto e sacrosanto il silenzio per il segreto istruttorio. Ma bisogna domandarsi perchè la stampa ha taciuto in questi due anni e più. Nessuna domanda, nessun, "scusi ma come sta procedendo l'attività", nessun "scusi ma sono arrivati i rinforzi di organico necessari alla Procura goriziana per l'esercizio delle proprie funzioni a pieno regime?".  Questo è. Siamo ad oltre due anni dalla grande inchiesta che fece tremare il Nord Est.

mb

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