C’è qualcosa di profondamente epico quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...
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Quando a Ronchi sotto l'Austria vennero istituite vie italiane come via Dante
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Simbolo dell'italianità ovunque nel mondo, simbolo politico anche per i nazionalisti reazionari e gli irredentisti che usurparono il nome di Dante per proprie finalità. Eppure sotto l'Impero Austroungarico come era loro consuetudine si potevano trovare vie intitolate a simboli dell'identità nazionale e culturale italiana, cosa che invece non accadrà con l'avvento del Regno d'Italia che spazzerà via l'identità austro ungarica. Ciò perchè nel rispetto del plurilinguismo e multiculturalismo si tendeva a salvaguardare sotto l'Austria l'identità culturale italiana, e delle altre nazionalità. Nel testo sguardi del '900 di Ronchi si è trattato anche questo aspetto. Riporto un passaggio sul punto nel giorno dei 700 anni di Dante.
Nel 1906 verrà pubblicato sul Popolo di Gorizia, edizione del 10 novembre, un articolo, in bisiaco, dove si evidenzierà il “battezzo solenne” di alcune vie. Sarà del 1906 la via Dante, via Manzoni, via Verdi,e Largo Petrarca. A significare, come già scritto, il rispetto per la cultura italofona presente e la profonda autonomia riconosciuta dall’Impero Asburgico. Si trattava di vie campestri in quel tempo. E ciò venne osservato con la solita ironia bisiaca, come si riporta nel Popolo di Gorizia: “Mia contrada adess la se ciama Via Manzon. Ti te sa par cossa che i ghe ga dà sto nome?-Mi no,e ti? Ara, par via che vizin de la nostra casa gavemo la stala dei tori, che i xe apunto i più grandi manzi de Ronchi. Orca, te ga ragion!
Il testo Sguardi sul '900 di Ronchi è ordinabile su Amazon o presso la libreria la Linea d'Ombra di Ronchi.
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
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