Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Quando a Ronchi sotto l'Austria vennero istituite vie italiane come via Dante



Simbolo dell'italianità ovunque nel mondo, simbolo politico anche per i nazionalisti reazionari e gli irredentisti che usurparono il nome di Dante per proprie finalità. Eppure sotto l'Impero Austroungarico come era loro consuetudine si potevano trovare vie intitolate a simboli dell'identità nazionale e culturale italiana, cosa che invece non accadrà con l'avvento del Regno d'Italia che spazzerà via l'identità austro ungarica. Ciò perchè nel rispetto del plurilinguismo e multiculturalismo si tendeva a salvaguardare sotto l'Austria l'identità culturale italiana, e delle altre nazionalità. Nel testo sguardi del '900 di Ronchi si è trattato anche questo aspetto. Riporto un passaggio sul punto nel giorno dei 700 anni di Dante.


Nel 1906 verrà pubblicato sul Popolo di Gorizia, edizione del 10 novembre, un articolo, in bisiaco, dove si evidenzierà il “battezzo solenne” di alcune vie. Sarà del 1906 la via Dante, via Manzoni, via Verdi,e Largo
Petrarca. A significare, come già scritto, il rispetto per la cultura italofona presente e la profonda autonomia riconosciuta dall’Impero Asburgico. Si trattava di vie campestri in quel tempo. E ciò venne osservato con la solita ironia bisiaca, come si riporta nel Popolo di Gorizia: “Mia contrada adess la se ciama Via Manzon. Ti te sa par cossa che i ghe ga dà sto nome?-Mi no,e ti? Ara, par via che vizin de la nostra casa gavemo la stala dei tori, che i xe apunto i più grandi manzi de Ronchi. Orca, te ga ragion!

 

 Il testo Sguardi sul '900 di Ronchi è ordinabile su Amazon o presso la libreria la Linea d'Ombra di Ronchi.

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