Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Per il centenario della scacciata dei legionari, dedicare un piazzale alle vittime fiumane dell'occupazione dannunziana

 

Si avvicina il centenario del "Natale di sangue". Quello che la città di Fiume fu costretto a subire a causa dei capricci di D'Annunzio che sfociarono in una tragedia. Il "duce divino" come si faceva chiamare D'Annunzio a Fiume, determinò con la sua occupazione cinquecento giorni di martirio per quella città contesa che portò per la prima volta storicamente alla realizzazione della più grande azione di militarismo d'Italia del '900. Per Fiume fu una vera tragedia che si concluse con una sessantina di vittime e migliaia di croati costretti a fuggire oltre al fatto che si spalancarono le porte al fascismo. Le fonti croate raccontano tra i 3 mila ed i 5 mila croati costretti a fuggire a causa delle persecuzioni subite dai legionari.  Ma anche se non furono 5 o 3 mila ma 500, che poi magari rientrarono alla fine dell'incubo della dittatura dannunziana, come sostengono delle fonti italiane, sempre di numeri importanti si tratta, sempre di vittime del dannunzianesimo si tratta che meritano di essere ricordate come atto di riconciliazione. 

È innegabile  che si avviarono a Fiume i primi processi di italianizzazione forzata e soprattutto si conobbe uno dei primi esodi a causa di persecuzioni razziste nazionalistiche. Nelle vicende storiche del confine orientale ognuno celebra e ricorda la storia dal proprio punto di vista che non è quasi mai quello da parte delle vittime. A Trieste e Monfalcone e Ronchi c'è chi ha celebrato e continua a celebrare l'occupazione fiumana. A Monfalcone per il centenario è stata realizzata su pietra d'Istria a forma d'Istria una targa che celebra quel fatto come atto di amor patrio, a Trieste sono stati spesi migliaia di euro per una mostra celebrativa e per una statua battezzata come D'Annunzio "curto". Sembra un nonno serafico che legge un libro, eppure per i fiumani fu tutt'altro, fu un tiranno visto che quella statua celebra l'occupazione fiumana come atto politico, non a caso inaugurata alle ore 12, del 12 settembre 2019. A Ronchi invece continua a mantenersi la denominazione fascista, poiché voluta dal fascismo, di quel "dei legionari. Sarebbe cosa giusta tanto per iniziare dedicare, in vista del centenario della scacciata dei legionari da Fiume, che cade nel gennaio del 2021, un piazzale alle vittime dell'occupazione fiumana nelle nostre città, a partire da Trieste, Monfalcone e Ronchi, diventate, loro malgrado, in parte un triangolo simbolico infelice di un non certo gratificante nazionalismo italiano. Sarebbe questo un bel segnale di amicizia e rispetto verso Fiume e inizio del processo di sdannunziazione necessario per una società europea, rispettosa dell'autonomismo dei luoghi, che atti eversivi e militaristici come quelli fiumani hanno devastato.

mb 

fonte foto tratta dalla mostra olocausta di D'Annunzio in Rijeka  

 

Qui il testo tradotto e pubblicato nel sito fiumano Rijeka Danas 

Commenti

  1. L articolo dimostra il vostro revisionismo storico dettato da una sindrome di sinistra senza speranza... A volte vorrei che vi si desse la possibilità di crearvi la vostra repubblica delle banane per andare fuori dai maroni e nn tediare noi tutti con i vostri memi..

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    1. La "Sindrome di sinistra" ormai è solo nella vostra testa!

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  2. Io bilingue, sempre di sinistra da anni ho smesso di votarla e di seguirla proprio a causa di questi personaggi.

    Vedere sta gente che che è qui da pochi anni, e non sa una parola delle lingue locali e dei dialetti, ma parla di Slovenia e di Croazia, di storia di queste terre senza conoscere niente, leggendo 4 articoli messi in croce vivendo nei propri bias di conferma, godendo nel rinfocolare odi e vecchi rancori.

    Probabilmente non si renderà neanche conto che, sottilmente giustificando foibe ed esodo con questi mezzucci strizza l'occhio al peggiore nazionalismo croato e sloveno.
    Per questi personaggi, però, il nazionalismo di questi popoli non esiste…. esiste soltanto quello italiano…. (Che ha fatto moltissimi danni come tutti i nazionalismi)…

    Uno dei difetti della sinistra è di avere questi popoli "coccolini" che cerca di difendere a tutti i costi: i Kashmiri, i Tibetani, noi Sloveni…. Non conoscendo però nulla della loro lingua e della loro cultura, parlando in vece loro, senza interpellarli minimamente...

    quando si cerca faticosamente di recuperare le relazioni, andate perse dopo anni di conflitti, arrivano gli italiani: di destra e di sinistra che siano, fomentano odi e vecchi rancori.....

    E' appena morto Maradona… torni a parlare di calcio… che a voi italiani piace, e non confonda la storia con la politica.

    La storia è una cosa seria….

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    1. Condiviso l'articolo da uno dei più importanti siti di Rijeka https://www.rijekadanas.com/trscanski-bloger-trst-treba-nazvati-trg-po-rijeckim-zrtvama-dannunzijevih-ardita/amp/?__twitter_impression=true

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