Le Nuove Indicazioni 2025 per la scuola? Sarà la scuola dei dinosauri a salvarci...

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Non si studieranno più i dinosauri, ma in seconda elementare si studieranno i racconti del Risorgimento, le cinque giornate di Milano, la spedizione dei Mille. Da non credere. D'altronde cosa stupirsi se nella premessa delle nuove indicazioni nazionali per la Scuola dell’infanzia e Primo ciclo di istruzione si afferma senza umiltà alcuna che solo l’Occidente conosce la Storia mentre altre culture, altre civiltà hanno conosciuto qualcosa che alla storia vagamente assomiglia?   Arroganza pura. E su cosa si fonda il cuore della scuola made in Italy che verrà? Sulla civiltà greco-italico-romana, passando ovviamente dal condimento della religione, attraverso le fantomatiche radici cristiane, che non guastano mai all'occorrenza. Un concentrato ideologico che unisce la scuola primaria e secondaria, ad esempio in terza "media"  si studierà la Cina comunista e possiamo ben immaginare come, ma l'America capitalista? Dovrebbe nel mondo della scuola scatenarsi una rivolta cu...

La restituzione del Narodni dom non è un regalo ma un atto doveroso di pacificazione storica



Trieste è una città che si vanta, giustamente, del proprio passato glorioso mitteleuropeo, di cui oggi se ne intravede,malgrado tutto, ancora qualche raggio di luce. Una mescolanza di radici latine, germaniche e slave, identità plurime di questa nostra città di confine. Poi, però, c'è chi ha cercato con la violenza di determinare il sopravvento della propria identità cercando di sradicare quella considerata con arroganza e prepotenza "inferiore" o "nemica", così annichilendo l'identità stessa della città di Trieste e della nostra regione.
L'emblema di questo scontro, di questa arroganza, di questa prepotenza è stato certamente il Narodni dom in una città che conoscerà nel '900 plurime violenze nazionaliste. Non era solo un centro culturale ed economico sloveno, era l'affermazione di una delle identità storiche di Trieste che andava a completare con ciò che rappresentava quell'edificio progettato da Fabiani, il puzzle dell'essere mitteleuropeo di questa località a volte contesa anche da Dio. Un contenitore potente, immenso di vitalità, c'era il famoso Hotel Balkan con 62 stanze, uno dei più moderni d'Europa per l'epoca, c'erano palestre, due ristoranti, un caffè, una tipografia, una sala di lettura, un teatro con oltre 400 posti a sedere, trovavano ospitalità società di vario tipo, da musicali a teatrali, da sportive a società di mutuo soccorso. Era un qualcosa di unicum, irripetibile. Venne assaltato dai nazionalisti italiani, capeggiati dal dannunziano Giunta. Il 21 luglio del 1920 alla Camera del Regno d'Italia il deputato Barberis fu il primo a portare nelle aule di Roma la prima testimonianza di quanto accadde a Trieste il 13 luglio del 1920 evidenziando che si trattava di opera "dei nazionalisti teppisti". L'Italia è un Paese che non ha mai fatto i conti con la propria storia, non ha mai avuto una sua Norimberga e sappiamo bene il perchè. Restituire il Narodni dom agli sloveni non è un regalo, ma è un atto doveroso, a prescindere da quello che possano prevedere leggi che attendono da tempo la loro attuazione. E' un atto di pacificazione storica che deve accomunare tutti. E' un simbolo quello che non rappresenta solo le violenze nazionaliste subite dagli sloveni, ma segna l'inizio del fascismo del confine orientale che ha comportato conseguenze e tragedie che si son prolungate fino alla fine della seconda guerra mondiale. Con l'atto della restituzione si realizza la pacificazione storica con la quale, questa volta per davvero, "se pol" ricominciare un nuovo percorso, una nuova vita e mettere una pietra tombale su un passato che è la maledizione di questa città.

mb

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