Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

La Slovenia ha in pugno il futuro della stagione turistica della Croazia




Salvo che non si voglia entrare dalla Croazia passando dall'Ungheria, dalla Serbia, dalla Bosnia o dal Montenegro,  o via mare, la maggior parte degli europei per andare in Croazia devono attraversare il confine sloveno. La Croazia è una nazione che vive soprattutto di turismo, questo incide per oltre il 20% del PIL croato. Una roba enorme. E se si ferma il turismo, si piega la Croazia. La Croazia quest'anno sperava di entrare nello spazio Schengen, per poi adottare l'Euro. Dovrà aspettare ancora. Il coronavirus ha diviso l'Europa più che mai, sono ritornati per ragioni di sicurezza nazionale i confini, i controlli alle frontiere, cosa che in Croazia c'erano già. Sarà difficile riuscire a spostarsi oltre il proprio confine nazionale questa estate, ma è evidente che se la Slovenia dovesse impuntarsi potrebbe creare un danno economico alla Croazia enorme, senza dimenticare che i due Paesi sono ai ferri corti per la questione della contesa delle acque del golfo di Pirano. Bisogna chiedersi quanto conviene ancora alla Slovenia continuare a mantenere i controlli serrati alle frontiere come sta facendo oggi,  dovrà fare un bilanciamento di interessi, ma una cosa è certa. Mai come ora, da quando è caduto il muro di Gorizia, la Slovenia ha effettivamente in pugno il futuro della stagione turistica della Croazia da cui dipende buona parte dell'economia croata. L'auspicio è che possa prevalere una condivisione europea della questione, quella che ad oggi non c'è stata. 

mb

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