La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

In tempo di emergenza i libri non sono bene essenziale, ma le sigarette sì...

Nello stato di diritto che non c'è, dove si sta andando a colpi di DPCM, siamo al settimo, dopo il decreto legge del 23 febbraio 2020, n. 6,  che prevede misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e che ancora non è stato convertito in legge.Si sta attuando il modello cinese per debellare un virus made in Cina ma che si è diffuso in Italia in modo capillare. Manca poco per arrivare agli ultimi passi, quelli che prevedono l'esercito per le strade e arresti domiciliari. Ci stiamo per arrivare. Intanto, dopo che erano stati anticipati da tanti datori di lavoro le chiusure, chi per ragioni di opportunità, chi per ragioni di tutela della salute, vengono disposte le chiusure di diverse attività fino al 25 marzo. Tra queste ci sono varie eccezioni. Come le rivendite di sigarette  che saranno aperte, ma le librerie, no. Devono chiudere. Insomma, possiamo mettere tutti i premi che vogliamo, città che legge qui, premio qua, concorso lì, ma i libri, in tempo di emergenza, non sono un bene essenziale. Si può rinunciare. Visto che le librerie sono state chiuse. Discorso diverso per le sigarette. Ma tutto ciò ha una ragione, se così possiamo dire. Perchè se milioni di persone non fumano, rischiano di fare una rivolta. La sigaretta determina dipendenza. Sono come una droga. E quando vai in astinenza son dolori. E in un momento di crisi sociale come questo, chi fumatore, va di matto se non fuma.
mb

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