I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

In tempo di emergenza i libri non sono bene essenziale, ma le sigarette sì...

Nello stato di diritto che non c'è, dove si sta andando a colpi di DPCM, siamo al settimo, dopo il decreto legge del 23 febbraio 2020, n. 6,  che prevede misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e che ancora non è stato convertito in legge.Si sta attuando il modello cinese per debellare un virus made in Cina ma che si è diffuso in Italia in modo capillare. Manca poco per arrivare agli ultimi passi, quelli che prevedono l'esercito per le strade e arresti domiciliari. Ci stiamo per arrivare. Intanto, dopo che erano stati anticipati da tanti datori di lavoro le chiusure, chi per ragioni di opportunità, chi per ragioni di tutela della salute, vengono disposte le chiusure di diverse attività fino al 25 marzo. Tra queste ci sono varie eccezioni. Come le rivendite di sigarette  che saranno aperte, ma le librerie, no. Devono chiudere. Insomma, possiamo mettere tutti i premi che vogliamo, città che legge qui, premio qua, concorso lì, ma i libri, in tempo di emergenza, non sono un bene essenziale. Si può rinunciare. Visto che le librerie sono state chiuse. Discorso diverso per le sigarette. Ma tutto ciò ha una ragione, se così possiamo dire. Perchè se milioni di persone non fumano, rischiano di fare una rivolta. La sigaretta determina dipendenza. Sono come una droga. E quando vai in astinenza son dolori. E in un momento di crisi sociale come questo, chi fumatore, va di matto se non fuma.
mb

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