La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Ovviamente anche l'Italia ha partecipato alla fiera del libro internazionale di Al Sisi

La notizia è stata data, manco a dirlo, dall'Istituto italiano di Cultura in Egitto:
Giunta alla 51° edizione, la Fiera si presenta come la più importante vetrina editoriale del Nord Africa. L’Italia sarà presente col suo stand, che esibirà il meglio della produzione editoriale italiana, sia in lingua araba che italiana. Per il programma aggiornato consultare il sito IIC.
E' stata una edizione record. 900 editori e 3,5milioni di visitatori alla fiera del libro internazionale di Al Sisi, più che del Cairo, come testimoniano i manifesti sparsi per la città egiziana. D'altronde come  ha reso noto la dittatura egiziana, orgogliosamente, il tutto si è svolto sotto l'egida del presidente Abdel Fattah El-Sisi. Lo slogan della mostra di quest'anno era "Egitto Africa ... Cultura della diversità". Il Senegal era l'ospite d'onore e la persona celebrata in questa edizione è il famoso studioso egiziano e il geografo Gamal Hemdan (1928-1993). 38 i Paesi coinvolti. Mica male. I libri sono i libri, la cultura è la cultura, ma se non si capisce che queste sono operazioni che hanno come scopo quelle di legittimare questa dittatura, che dire? Siamo alle solite, quando sarebbe bene se non opportuno boicottarle iniziative come queste, visto il fine che hanno in un Paese dove la libertà di dissenso, di critica sono pressoché inesistenti. Complimenti a chi ha partecipato, sarebbe interessante sapere cosa è stato esposto nello stand italiano, che libri, e che editori hanno deciso di partecipare.

mb


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