I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Ovviamente anche l'Italia ha partecipato alla fiera del libro internazionale di Al Sisi

La notizia è stata data, manco a dirlo, dall'Istituto italiano di Cultura in Egitto:
Giunta alla 51° edizione, la Fiera si presenta come la più importante vetrina editoriale del Nord Africa. L’Italia sarà presente col suo stand, che esibirà il meglio della produzione editoriale italiana, sia in lingua araba che italiana. Per il programma aggiornato consultare il sito IIC.
E' stata una edizione record. 900 editori e 3,5milioni di visitatori alla fiera del libro internazionale di Al Sisi, più che del Cairo, come testimoniano i manifesti sparsi per la città egiziana. D'altronde come  ha reso noto la dittatura egiziana, orgogliosamente, il tutto si è svolto sotto l'egida del presidente Abdel Fattah El-Sisi. Lo slogan della mostra di quest'anno era "Egitto Africa ... Cultura della diversità". Il Senegal era l'ospite d'onore e la persona celebrata in questa edizione è il famoso studioso egiziano e il geografo Gamal Hemdan (1928-1993). 38 i Paesi coinvolti. Mica male. I libri sono i libri, la cultura è la cultura, ma se non si capisce che queste sono operazioni che hanno come scopo quelle di legittimare questa dittatura, che dire? Siamo alle solite, quando sarebbe bene se non opportuno boicottarle iniziative come queste, visto il fine che hanno in un Paese dove la libertà di dissenso, di critica sono pressoché inesistenti. Complimenti a chi ha partecipato, sarebbe interessante sapere cosa è stato esposto nello stand italiano, che libri, e che editori hanno deciso di partecipare.

mb


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