Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Rijeka/Fiume, una città multietnica con una ventina di minoranze nazionali

Rijeka, Fiume, una città multietnica, plurale. Il pluralismo ha fatto parte della sua storia, una meravigliosa città croata che in passato venne occupata dal nazionalismo italiano con la scellerata marcia di Fiume e dal fascismo subito dopo, per distruggerla. Nonostante i grandi crimini compiuti e gli scempi compiuti, Fiume è sopravvissuta ed oggi, pur con fatica, cerca di ritagliarsi quel ruolo internazionale che merita. L'essere nel 2020 capitale della cultura europea ne è la dimostrazione in una Croazia che forse proprio nel 2020 finalmente potrà entrare nello spazio Schengen. Certamente la città di Fiume può fungere un importante ruolo di ponte in tal senso, tra Zagabria e Bruxelles. Una città di 130 mila abitanti circa con circa 18 mila appartenenti alle minoranze nazionali che rappresentano il 13,83 % della popolazione cittadina. Percentuali importanti. Le minoranze nazionali prendono parte alla vita pubblica della città, attraverso i consigli delle minoranze nazionali e attraverso le proprie associazioni che si adoperano per curare la lingua, i costumi, la cultura e il folclore delle minoranze nazionali che hanno una lunga tradizione di attività a Fiume.Una delle rassegne più importanti è  la “Rassegna etno” alla quale partecipano le associazioni delle minoranze nazionali che insieme ai loro ospiti rappresentano la lingua, la cultura e la tradizione della propria minoranza nazionale durante la Rassegna etno che si articola in alcune giornate di incontri. La minoranza più popolosa è quella degli odiati serbi da parte di D'Annunzio, seguita dai bosniaci, e al terzo posto c'è quella italiana, poi gli sloveni e poi tutte le altre, dai bulgari, agli albanesi, dai rom, ai russi, ecc.


Tante sono anche le associazioni di riferimento delle relative minoranze nazionali in una città dall'identità plurima anche se quella prevalente è la croata, sono diverse le lamentele che giungono soprattutto da parte italiana per il bilinguismo, ma ad oggi non c'è nessuna legge che dica che Rijeka debba essere chiamata Fiume, magari con l'essere città capitale europea della cultura qualche passo in più potrà essere fatto, anche verso il suo spirito autonomista che Fiume sta recuperando ed in questa direzione è andata l'intitolazione di una piazza a Zanella, grande autonomista fiumano e nemico di quel D'Annunzio che il sindaco di Fiume ha definito come un "tiranno". 

mb
fonte foto

Commenti

  1. L'omissione alla mostra d"Annunziana a Fiume drll'italiano non ha scuse, anzi le autorita della città e la presidentessa della Croazia, dovrebbero scusarsi per tal ingiustificato errore.
    Io avendo origini croate, sospetto l'hanno fatto a proposito. È una vera vergogna!
    Forza, per poco eravate campioni mondiali di calcio. Ora è.il momento di esser 'Primi', campioni d'onore.
    Ajde hrvati, dokazite neka živi Hrvstska i njezina pravda !

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