Il tempo si è letteralmente fermato alla stazione di Miramare di Trieste

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Un gioiellino liberty di epoca asburgica, che consente di arrivare al castello di Miramare, attraversando il polmone verde di Trieste, che affascina il viaggiatore, perchè il tempo si è fermato in via Beirut, a  Grignano come in nessun altro luogo a Trieste.  Un gioiellino che è ora chiuso, ora aperto, ma che necessita di essere valorizzato, riqualificato. Purtroppo già in passato preso di mira da azioni di vandali, ragione per cui venne eliminato il glicine che caratterizzava la pensilina esterna, preso di mira con vandalismi che hanno comportato spese per migliaia di euro da parte di RFI per effettuare interventi di restauro di natura  conservativa. Quella piccola stazione affascina e non ha eguali in Italia, ed è auspicabile che si possano trovare le risorse, gli intenti, la volontà, per farla ritornare ai fasti di un tempo. Purtroppo il tempo fa il suo corso e dei lavori di manutenzione sono necessari per ripristinare quel bene storico che viene invidiato da chiunque si soffermi a

70 candeline per Radio Capodistria, ma il futuro rischia di non essere roseo


Nata il 25 maggio del 1949 con il nome di Radio Trieste Zona Jugoslava (Radio jugoslovanske čone Trst), RadioCapodistria è diventata nel corso degli anni un punto di riferimento fondamentale non solo per la minoranza autoctona italiana di cui ne è voce, ma soprattutto per la libertà d'informazione, svolgendo un ruolo di ponte tra Est ed Ovest cercando di abbattere quei muri che il tempo e la storia continuano a riproporre.
Una radio che si occupa di diverse dinamiche non solo locali ma anche internazionali, a partire dalla questione della rotta balcanica, una radio che ha sede nella città di Capodistria, in Slovenia, e che festeggia la bellezza di 70anni. Ma delle preoccupazioni ci sono, per un futuro che rischia di non essere roseo. Si registra un calo di personale, si denunciano da anni importanti  problemi finanziari, RTV slovenia alla quale Radio Capodistria e TV Capodistria il bacino da cui attinge è spesso quello della radio e tv della minoranza italiana.
Servirebbe una tutela specifica, come fatto notare da alcuni osservatori, con un chiaro intervento legislativo finalizzato a rendere autonoma ed indipendente la Radio e TV Capodistria, come espressione della minoranza autoctona italiana e di quel pluralismo che va a rafforzare ed arricchire il sistema democratico sloveno di quell'Europa unita nella diversità che diciamo di voler tutelare, almeno a parole.

Il sistema del bilinguismo in Slovenia non se la passa bene, e se non si sta attenti, se non si inverte la rotta in modo deciso e fermo, il futuro rischia di non essere roseo per questa radio e la TV. Non ci si deve accorgere dell'importanza di questa Radio e TV solo quando si arriva alla chiusura, come spesso accade. Il caso di RadioRadicale docet. Si è dormito a livello istituzionale per anni e poi quando ci si è svegliati, ci si è svegliati sul filo del rasoio. Il problema è che anche dalla parte delle istituzioni italiane o rappresentanze politiche italiane sembrano non esserci state grandi attenzioni.
Quando l'Italia dovrebbe essere la prima ad adoperarsi perchè i diritti delle proprie minoranze siano garantiti e rispettati.

Quando l'Italia dovrebbe essere la prima ad adoperarsi perchè i diritti delle proprie minoranze siano garantiti e rispettati. La Costituzione slovena dedica in teoria attenzione ai diritti delle minoranze. Maggiori rispetto a quelli contemplati in Italia a livello costituzionale, ad esempio. L'articolo 5  recita che sul proprio territorio lo Stato tutela i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali. Tutela e assicura i diritti delle comunità nazionali autoctone italiane e magiare. L'articolo 11 afferma che nei territori dei comuni in cui vivono le comunità nazionali italiana e magiara, sono lingua ufficiale l'italiano e il magiaro. L'articolo 64 riconosce espressamente che le comunità nazionali autoctone italiana e magiara e i loro appartenenti godono del diritto di usare liberamente i propri simboli nazionali e, ai fini della conservazione della propria identità nazionale, di istituire organizzazioni, di sviluppare attività economiche, culturali e di ricerca scientifica, nonché attività nel settore della pubblica informazione e dell'editoria. In conformità alla legge queste comunità nazionali e i loro appartenenti godono del diritto all'educazione e all'istruzione nella propria lingua nonché alla formazione e allo sviluppo di tale educazione e istruzione nella propria lingua.

Non garantire autonomia, finanziamenti ed efficienza alla TV e Radio Capodistria significherebbe porre in essere un chiaro atto incostituzionale che minerebbe anche i pilastri fondativi della stessa Repubblica slovena che vede nel pluralismo e nelle tutele dei diritti delle minoranze uno dei suoi elementi più importanti.

mb
fonte foto Radiocapodistria

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