Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Sì all'Europa unita dei popoli, non agli Stati Uniti d'Europa. Non siamo gli USA, la nostra storia è diversa




L'Europa è una miscela di colori, di pluralità, di identità, incredibili. Ma che nel corso della storia hanno disseminato, queste identità, anche violenze, barbarie, colonialismi. L'Europa unita nasce come entità economica, inutile prendersi in giro, questa è la sua nascita, questo è il suo seme, certamente vi erano degli ideali supremi, alcuni dei quali partoriti in quel confino di Ventotene, dove è stata confinata alla fine l'idea di fascismo ed ha prevalso, seppur con una miriade di difficoltà, e sofferenze quella della libertà. L'Europa unita è una necessità, indietro non si può tornare. Ma la sua struttura deve essere leggera. Un contenitore che tiene assieme i diversi pezzi del puzzle europeo, con alcuni principi di diritto fondamentali, con una casa comune che sia oggetto di condivisione, discussione e confronto e anche scontro quando necessario. Ma l'Europa come nazione è un qualcosa di abnorme e che determinerà la fine precoce della stessa Europa. Non siamo gli Stati Uniti d'America, non siamo gli USA, seppur nati dal vecchio Continente. La nostra è una storia diversa, di identità diverse. Diventare gli USE, ovvero il fratello o sorella minore degli USA sarebbe un qualcosa di totalmente alieno all'Europa.

La forza dell'Europa è l'autonomia dei vari Paesi, l'indipendenza che i vari Paesi hanno, la storia che hanno anche saputo esprimere, che non è solo la tragedia del secolo breve. La Brexit dovrebbe insegnare cosa significa proporre una sorta di USE. E' sicuramente vero che con i colossi come la Cina, la Russia, l'India, e gli USA, da soli, come singoli Paesi europei, si verrà dominati in un niente. Ma siamo certi che la strada dell'USE sia quella giusta? Io penso proprio di no. A partire dal sistema capitalistico che è la radice dei mali dei nostri tempi e di cui gli USE ne sarebbero la massima espressione. Una Europa senza confini, senza frontiere, unita nella sua diversità, ma senza che per questo debba diventare nazione, non lo è e non lo potrà mai essere, perchè noi siamo certamente europei, ma prima di essere europei siamo italiani, tedeschi, inglesi, e poi ancora friulani, giuliani, bisiachi e così via dicendo, questa è la nostra storia, questa è la nostra identità. I pezzi possono continuare a stare insieme, devono stare assieme, nel rispetto delle proprie identità senza essere ammazzate e annichilite da quella globalizzazione selvaggia che alla fine dei conti ha comportato solo diseguaglianze, povertà, e disastri.


mb

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