I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Nell'Egitto dove i turisti rimangono scioccati per le violenze strazianti sui cavalli, cammelli e muli


 

Il NYTimes,non un giornale qualunque, riporta una denuncia importante, in quell'Egitto che vede circa il 20% della propria economia essere fondata sul turismo. Una denuncia che evidenzia un maltrattamento diffuso nei confronti dei cavalli.  Si legge: "Per anni, il senso di meraviglia vissuto dai visitatori dei grandi siti egiziani, come le piramidi di Giza o la Valle dei Re a Luxor, è stato rovinato da scene di crudeltà strazianti verso gli animali che vi lavorano .In messaggi indignati su Facebook o in e-mail ai gruppi per i diritti degli animali egiziani, hanno descritto cavalli collassanti, cammelli malaticci e muli emaciati. Un vivace mercato di cammelli al di fuori del Cairo, dove i turisti pagano una tariffa per scattare foto, con percosse di cammelli e animali con facce insanguinate."
E parte l'invito al  boicottaggio. Come sollevato dal gruppo People for the Ethical Treatment of Animals, o PETA, che invita i turisti a boicottare l'utilizzo degli  animali da lavoro nei principali siti turistici egiziani. 
 
L'Egitto è un Paese dove i diritti non sono di casa, diritti umani, diritti verso gli animali, un Paese retto da un sistema governativo dittatoriale legittimato dalle più importanti democrazie occidentali, e che andrebbe boicottato, almeno fino a quando le cose non prenderanno una piega diversa, che potrà realizzarsi solo attraverso una rivoluzione, un ribaltamento dello stato delle cose. Un Paese dove è stato massacrato un ricercatore, come Giulio Regeni, e che da tre anni a questa parte mente in modo spudorato, compromettendo la via della verità e giustizia, perchè altrimenti dovrebbe condannare quel sistema criminale che lo ha ucciso se stesso, un paese dove si sparisce come si spariva in Argentina, dove i giovani egiziani uccisi come Giulio sono tanti, troppi, senza giustizia e verità, dove esiste la pena di morte, dove chi si oppone alla dittatura viene considerato terrorista, bannato dalla rete, bandito dalla vita sociale e rientra nella lista nera egiziana, sempre più lunga da avvocati, ad attivisti, da giornalisti a blogger, a chiunque si attivi per cercare di battersi per la conquista di quel minimo grado di dignità umana che il popolo egiziano si merita. Perchè l'Egitto è un Paese meraviglioso, con delle bellezze pazzesche, uniche nel mondo, ma offuscate in modo clamoroso, dalle barbarie che si consumano verso i diritti umani che a quanto pare travolgono anche i diritti degli animali.
mb

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