Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Sotto il segno dei soldi. Accordo da centinaia di milioni di euro tra Germania ed Egitto

Pensavi solo ai soldi soldi  cantava in uno dei suoi versi Mahmood il vincitore dell'edizione numero 69 di Sanremo.  Volevi solo soldi, soldi.  E sotto il segno dei soldi, degli affari,  Germania ed Egitto stipulano accordo da 250milioni .L'accordo, come si leggearriva come parte degli sforzi per promuovere la cooperazione tra l'Egitto e la Germania. Inoltre rispecchia la fiducia della Germania e delle fondazioni internazionali nel programma di riforme sociali ed economiche dell'Egitto. Si tratta di una prima parte di investimenti, di un prestito agevolato di 500 milioni di dollari stanziato dalla Germania in Egitto per sostenere le sue riforme socioeconomiche.  L'accordo è stato firmato dal ministro degli investimenti Sahar Nasr e capo della direzione Africa / Medio Oriente presso la KFW Helmut Gauges.
Ad oggi risultano 1.215 aziende tedesche che operano nel mercato egiziano con investimenti per 7,1 miliardi di dollari ed il volume di affari tra Egitto e Germania che ha raggiunto 2,1 miliardi di euro. Mica bazzecole. 
Insomma, mentre l'Egitto si prepara a consegnare poteri governativi ai militari, a prorogare lo stato di emergenza, a prorogare il mandato presidenziale al 2034, quando doveva scadere nel 2022, sempre che passeranno le riforme costituzionali in discussione. Mentre si presenta come Paese che è quasi una sorta di osasi  per i diritti umani dai suoi capi, quando sappiamo bene quello che succede. Mentre viene accusato di gasare nei tunnel i militanti di Hamas, usando strumenti vietati dalle convenzioni di guerra, che ha massacrato Giulio Regeni nei modi in cui ben conosciamo, che si prepara a realizzare una mega città da sei milioni di abitanti che diventerà attrazione "turistica" per gli speculatori occidentali, mentre la gente soffre la povertà in modo importante. Mentre è governato da un sistema dittatoriale che si è affermato con il rovesciamento dell'unico eletto democraticamente nella storia d'Egitto, con il colpo di stato del luglio 201. Mentre questo colpo di stato è stato riconosciuto da tutte le democrazie occidentali che ora, sostengono, ad esempio, in Venezuela, il "golpe democratico", continua ad essere legittimato senza pudore e vergogna. Ma questi Paesi "democratici" con quale coerenza e credibilità, poi, parleranno di principi ed ideali democratici? Di diritti umani? Di libertà?
mb
 

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