Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Sotto il segno dei soldi. Accordo da centinaia di milioni di euro tra Germania ed Egitto

Pensavi solo ai soldi soldi  cantava in uno dei suoi versi Mahmood il vincitore dell'edizione numero 69 di Sanremo.  Volevi solo soldi, soldi.  E sotto il segno dei soldi, degli affari,  Germania ed Egitto stipulano accordo da 250milioni .L'accordo, come si leggearriva come parte degli sforzi per promuovere la cooperazione tra l'Egitto e la Germania. Inoltre rispecchia la fiducia della Germania e delle fondazioni internazionali nel programma di riforme sociali ed economiche dell'Egitto. Si tratta di una prima parte di investimenti, di un prestito agevolato di 500 milioni di dollari stanziato dalla Germania in Egitto per sostenere le sue riforme socioeconomiche.  L'accordo è stato firmato dal ministro degli investimenti Sahar Nasr e capo della direzione Africa / Medio Oriente presso la KFW Helmut Gauges.
Ad oggi risultano 1.215 aziende tedesche che operano nel mercato egiziano con investimenti per 7,1 miliardi di dollari ed il volume di affari tra Egitto e Germania che ha raggiunto 2,1 miliardi di euro. Mica bazzecole. 
Insomma, mentre l'Egitto si prepara a consegnare poteri governativi ai militari, a prorogare lo stato di emergenza, a prorogare il mandato presidenziale al 2034, quando doveva scadere nel 2022, sempre che passeranno le riforme costituzionali in discussione. Mentre si presenta come Paese che è quasi una sorta di osasi  per i diritti umani dai suoi capi, quando sappiamo bene quello che succede. Mentre viene accusato di gasare nei tunnel i militanti di Hamas, usando strumenti vietati dalle convenzioni di guerra, che ha massacrato Giulio Regeni nei modi in cui ben conosciamo, che si prepara a realizzare una mega città da sei milioni di abitanti che diventerà attrazione "turistica" per gli speculatori occidentali, mentre la gente soffre la povertà in modo importante. Mentre è governato da un sistema dittatoriale che si è affermato con il rovesciamento dell'unico eletto democraticamente nella storia d'Egitto, con il colpo di stato del luglio 201. Mentre questo colpo di stato è stato riconosciuto da tutte le democrazie occidentali che ora, sostengono, ad esempio, in Venezuela, il "golpe democratico", continua ad essere legittimato senza pudore e vergogna. Ma questi Paesi "democratici" con quale coerenza e credibilità, poi, parleranno di principi ed ideali democratici? Di diritti umani? Di libertà?
mb
 

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