Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

A tre mesi dalle Europee. Il futuro dell'Europa si chiama Stati Uniti d'Europa? USE? Come gli USA? Come far crescere i nazionalismi





E' l'ora della sovranità europea. Questo lo slogan con cui Juncker, presidente della Commissione europea, ha lanciato il futuro dell'Europa. Quella che coltivano nella mente coloro che hanno voluto l'Europa che stiamo vivendo. Sovranità europea significa "sviluppare la “Weltpolitikfähigkeit” dell’Europa, ovverosia la capacità di svolgere un ruolo, come Unione, nella gestione di questioni di rilevanza mondiale". E ovviamente significa limitare ai minimi termini ancor di più la sovranità nazionale. Le nazioni destinate a diventare come regioni all'interno di un solo Stato. Con la loro autonomia, ma senza alcuna indipendenza. Come accade per gli Stati Uniti d'America. Fondati dal Vecchio Continente, i figli che hanno superato il padre. E sono i figli, ora a dire al padre, di aggiornarsi, adeguarsi. Adeguarsi a diventare come gli USA, ovvero gli USE.
Così Juncker nel suo discorso di settembre 2018 sul futuro dell'Europa: “La situazione geopolitica fa sì che questa sia l’ora dell’Europa: è giunto il momento della sovranità europea. È tempo che l’Europa prenda in mano il proprio destino. (...)(...) La convinzione che “l’Unione fa la forza” è il significato essenziale dell’appartenenza all’Unione europea [...] Condividere la sovranità -quando e dove è necessario - rende più forte ciascuno dei nostri Stati nazione” . E la gran parte dei programmi delle forze europeiste vanno in questa direzione. E' quella giusta? Vista la grande sofferenza che vi è verso l'Europa di oggi, se ai cittadini si prospetta questo quadro, si rischia effettivamente di rinforzare proprio ciò che si vorrebbe debellare. Il nazionalismo. I nazionalismi. D'altronde basta vedere quello che succede ovunque, con qualsiasi argomento trattato, che possa giustamente o meno urtare con la sensibilità ed il rispetto della storia ed identità e peculiarità dei vari Paesi. Tensioni alle stelle. Questa Europa non è pronta per diventare USE come gli USA. 
mb

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