Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Benvenuti a Trieste Airport sotto il segno del plurilinguismo, anche se mancano lingue importanti


Si parte con l'italiano, poi l'inglese, segue il tedesco e lo sloveno, il russo, il cinese e chiude il friulano. Il FVG è la terra che deve la sua specialità al plurilinguismo. Sloveno, friulano e tedesco. Senza queste minoranze si racconterebbe una storia diversa e sicuramente non meriterebbe questa regione estrema d'Italia di avere lo statuto speciale. Al Trieste Airport di Ronchi, ti daranno il benvenuto in sette lingue, ma ne verranno collocate delle altre, si presume,  in futuro, come il francese, come lo spagnolo, come l'arabo, lingue fondamentali e importanti che non possono non esserci. Almeno sui muri dello scalo bisiaco.  Sarebbe interessante capire in base a quale criterio è stato scelto il cinese, il russo, invece del francese o dello spagnolo, ad esempio. Così come va annotato che il benvenuto in friulano è stato aggiunto solo recentemente, dopo diversi mesi dalla realizzazione delle altre scritte. Una dimenticanza non passata, giustamente, inosservata a quanto pare. Il sito internet prevede, invece, al momento solo tre lingue. L'italiano, l'inglese, lo sloveno. Mancherebbero il friulano ed il tedesco, visto che si tratta delle altre due lingue ufficiali del FVG. Certo, le rotte di questo scalo al momento non sono tante, sono pochine, ora vivrà un momento clou. Se salta la privatizzazione, stante la cessione delle quote del 55% con una gara di circa 32 milioni di euro, 8 in meno rispetto alla pregressa andata deserta, visto che sia a destra che a sinistra pare che vogliono liberarsi di questo "peso" a quanto pare, non è che si prospetti un futuro tanto roseo. E visti i tanti milioni di euro investiti, pubblici, una quarantina, qualcuno qualche domanda dovrà pur farsela. Effettivamente sì. In questo momento al Trieste Airport hanno altro a cui pensare che al plurilinguismo.

Marco Barone

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