Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

La Farnesina: "Ambasciatore italiano rientrato in Egitto grazie ai progressi giudiziari su caso Regeni." Azz...



Sul sito della Farnesina  a proposito della scheda dedicata all'Egitto, sezione sicurezza, si legge che: "il 3 febbraio 2016 è stato rinvenuto, con evidenti segni di tortura, il corpo senza vita del ricercatore italiano Giulio Regeni scomparso il 25 gennaio al Cairo. In considerazione delle difficoltà riscontrate nel fare piena luce sul caso, il Governo italiano ha disposto l'8 aprile 2016 il richiamo dell'Ambasciatore, poi rientrato in Sede il 14 settembre 2017 in ragione dei progressi nella cooperazione giudiziaria tra i due Paesi, tuttora in corso".

Quali sarebbero questi progressi nella cooperazione giudiziaria tra i due Paesi? E tuttora in corso? E dal momento che questa cooperazione giudiziaria è farlocca, a questo punto l'Ambasciatore può essere richiamato in Italia, giusto? Visto come è stato ricevuto il presidente egiziano con tutti gli onori a Palermo dopo 1000 giorni di menzogne e cialtronerie sul caso del nostro Giulio, temo che la piega che ha preso il tutto a livello politico istituzionale sia semplicemente agghiacciante. Questo è il quadro. La storia vi giudicherà, questo è poco ma sicuro. Ma non si può aspettare il decorso della storia per avere verità e giustizia per un ragazzo, sottratto alla vita nel fiore della sua gioventù. La verità sostanziale la conosciamo tutti, in linea di massima. Ed il problema è che pur conoscendola tutti,chi dovrebbe rappresentare il nostro Stato, il nostro Paese, si comporta come se si stesse parlando di popcorn e noccioline e non di diritti umani.

Marco Barone 

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