Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

L'ultimo grido e lavata di coscienza dell'Europa: i 15 punti della risoluzione contro fascismi e razzismi. Ma è tardiva e forse inutile


Meglio tardi che mai si dirà. Dipende, dipende dalle prospettive e dai punti di vista. Diciamo che sino ad oggi, anno 2018, centenario della fine della prima guerra mondiale, 80anni dalla proclamazione delle leggi razziali, fascismi e nazismi di varia natura sono stati in un certo senso tollerati in Europa. Cercando di democratizzarli. Come benedire con l'acqua santa il diavolo. Fenomeno sminuito, e, appunto, fatto rientrare all'interno dei processi tipici della democrazia, quelli elettorali.  Parlamento europeo incluso. Ora, però, in vista delle europee del 2019, che rischiano di dare una sberla enorme all'arroganza europea, in un contesto dove l'Europa è diventata un vero incubo più che un sogno che forse non c'è mai stato, e dare un segno di vitalità importante ai nazionalismi vari che si sono indebitamente appropriati del concetto di sovranità popolare per dirigerlo contro l'idea di Europa unita, che è l'unico futuro possibile contro una visione ottocentesca e anacronistica della società. L'Europa, purtroppo, ha messo al primo posto i conti, l'austerità, il suo capitalismo, il suo liberismo. E ciò ha piegato e umiliato Paesi come la Grecia, fatto crescere nazionalismi ovunque, dall'Italia alla Spagna, da Est a Ovest. Senza soluzione di continuità. Con la complicità delle fantomatiche sinistre che al governo hanno facilitato questi processi. Diseguaglianze, povertà, accentuate dalla crisi del 2007 i cui effetti ancora sussistono, hanno visto nei movimenti estremi, nei partiti di destra estrema,  quelle soluzioni di pancia che ad una parte del popolo andavano bene. Sotto il segno del prima gli. Ondate di razzismo, di xenofobia, di violenze, di chiusure a riccio di Paesi. E l'Europa ha permesso tutto ciò non contrastandolo. Ora si sveglia, tardivamente, approvando una risoluzione che non avrà alcun valore giuridico, politicamente debole e forse anche inutile. Una risoluzione che servirà ad arricchire i soliti appelli che non hanno mai prodotto niente contro i movimenti fascisti e razzisti, una risoluzione che sa più di ultimo urlo di disperazione dell'Europa, o di lavatina di coscienza che altro.
 
Un testo dove, dopo aver richiamato, vari principi universali di diritto, si sofferma su alcune considerazioni importanti. Ad esempio si ricorda come sancito dall'articolo 2 TUE, che l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze; che tali valori sono comuni agli Stati membri.
Si ricorda che non pur non esistendo alcuna definizione giuridicamente adottata di neo-fascismo, si fa comunemente riferimento a convinzioni di estrema destra che comprendono un nazionalismo estremo, opinioni razziste e analoghe a quelle del Partito nazionale fascista italiano tra gli anni 1920 e gli anni 1940.  Si richiama la relazione 2018 di Europol sulla situazione e le tendenze del terrorismo nell'Unione europea (TESAT) la quale osserva che la maggior parte degli attentati terroristici perpetrati nell'UE nel 2017 sono stati specificamente classificati come attacchi di matrice separatista (137 su 205) mentre il commissario responsabile della sicurezza, Sir Julian King, ha sottolineato la crescente minaccia dell'estremismo violento di destra, affermando di non essere a conoscenza di un solo Stato membro dell'UE che non sia stato colpito in qualche modo dal fenomeno, citando il caso specifico della strage perpetrata da Breivik in Norvegia; considerando che le organizzazioni neofasciste e neonaziste si manifestano in varie forme; che la maggior parte di tali organizzazioni si richiama al principio della libertà di parola; che il diritto alla libertà di parola non è assoluto;   considerando che il 16 giugno 2016 Jo Cox, deputata al Parlamento britannico, è stata brutalmente assassinata a Birstall, Regno Unito;  considerando che il 21 settembre 2018, a seguito di una dimostrazione antifascista tenutasi a Bari, Italia, Eleonora Forenza, deputata al Parlamento europeo, è stata aggredita e il suo assistente Antonio Perillo è rimasto ferito, avvia una serie di proposte. Esattamente 15 punti:
 
1.  condanna fermamente e deplora tutti gli attentati, le minacce, gli omicidi commessi e gli atti di violenza fisica perpetrati da qualsiasi organizzazione o persona in qualsiasi Stato membro; deplora il fatto che la violenza e l'estremismo siano presenti in tutto lo spettro politico;
2.  è profondamente preoccupato per le attuali manifestazioni di fascismo, razzismo e xenofobia nell'Unione europea;
3.  è particolarmente preoccupato per qualsiasi tipo di violenza nei confronti di particolari minoranze nazionali ed etniche;
4.  prende atto della preoccupante tendenza dei gruppi neofascisti e neonazisti a utilizzare i social media e Internet per organizzare e pianificare strategie in tutta l'Unione europea;
5.  condanna fermamente tutte le violenze, compresa l'aggressione ai danni di Eleonora Forenza, deputata al Parlamento europeo, e del suo assistente Antonio Perillo e di altri partecipanti a una manifestazione antifascista e antirazzista il 21 settembre 2018 a Bari, Italia;
6.  invita gli Stati membri a sanzionare chiaramente i reati generati dall'odio, in particolare l'istigazione illegale alla violenza, come previsto dalla decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio;
7.  invita gli Stati membri a prevedere e fornire un sostegno adeguato per le vittime di reati di stampo razzista o xenofobo e di reati di odio e la protezione di tutti i testimoni;
8.  si congratula con i gruppi di comunità e le organizzazioni della società civile che combattono il fascismo, il razzismo e la xenofobia;
9.  esorta gli Stati membri a salvaguardare la loro conformità alle disposizioni della decisione quadro del Consiglio e a lottare contro le organizzazioni che diffondono la violenza nei luoghi pubblici e la fomentano in rete, imponendo le sanzioni stabilite dalla decisione;
10.  chiede un impegno pieno e tempestivo con i gruppi di comunità e le organizzazioni della società civile al fine di combattere il fascismo, il razzismo e la xenofobia;
11.  incoraggia gli Stati membri a verificare se i progetti pilota destinati al reinserimento di membri di gruppi violenti, i cosiddetti "programmi di uscita" abbiano o meno un esito positivo; sottolinea che tali programmi dovrebbero essere oggetto di un'analisi comparativa e, in caso di risultati positivi, essere adeguatamente promossi e finanziati;
12.  sottolinea che la conoscenza della storia è uno dei presupposti per prevenire tali reati in futuro e svolge un importante ruolo nel formare le giovani generazioni; evidenzia che sminuire i crimini nazisti o comunisti rappresenta un primo passo verso il risveglio di idee di quell'epoca;
13.  mette in guardia contro l'equiparazione del patriottismo con il nazionalismo estremo; ricorda che uno incarna l'orgoglio per la propria nazione, mentre l'altro fomenta l'odio nei confronti di tutti gli altri;
14.  sollecita una cultura comune della memoria che respinga i crimini fascisti del passato; è preoccupato per il fatto che i giovani europei che non conoscono la storia del fascismo rischiano di diventare indifferenti alle nuove minacce;
15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.

Marco Barone 

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