25 mesi senza Giulio e quel quindi che continua...

25 mesi. Siamo nel terzo anno dall'uccisione di Giulio avvenuta nell'Egitto che continua ad indignare parte del mondo per quello che accade, continuano le inchieste giornalistiche internazionali a denunciare la violazione dei diritti umani, un fiume di rabbia che continua ma che non è riuscito ad arrestare situazioni vergognose od inaccettabili come quelle accadute tra l'Italia e l'Egitto. Abbiamo avuto un nostro cittadino massacrato in Egitto. Tra Italia ed Egitto i rapporti continuano dopo una parentesi di "turbolenze", continuano sotto quella maledetta concezione della normalizzazione dei rapporti. Ma cosa si deve fare per avere un minimo di dignità? Cosa si deve subire? Non è bastato essere sequestrati, torturati, uccisi ed abbandonati in mezzo alla strada? Aver subito menzogne, depistaggi e infamie di ogni tipo e natura? Senza dimenticare le altre vittime che vi sono state in tutta questa incredibile vicenda degna della peggior mente diabolica e regia di un film horror? Se il tuo Stato non è in grado neanche di tutelarti quando un tuo cittadino viene massacrato da un Paese con cui si vanta di avere rapporti se non essere propriamente succube da oltre 2000 anni, questo Stato che senso ha?  Quel disegno che ritrae Giulio, con le braccia incrociate e con quel quindi seguito da un punto interrogativo continua ad essere una delle immagini simbolo di questa indecente e vergognosa situazione che vuole il nostro mondo da ben 25 mesi senza Giulio, senza verità e giustizia per quanto accaduto al Cairo in Egitto.

Marco Barone

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