Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

Immagine
Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Polo intermodale di Ronchi, fate dei murales per contrastare quel blocco di cemento grigio e triste







"Là dove c'era l'erba ora c'è una città,e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarà?" Il ragazzo della via Gluck è la canzone di Celentano che mi vien sempre in mente ogni volta che mi reco nei presso dello scalo di Ronchi, o di Trieste o del FVG. Anche se il nuovo nome è Trieste Airport. Una colata di cemento impressionate, sintomo di un progresso che non si concilia più con il verde, con la campagna. Quando atterravi in FVG la prima cosa che vedevi era la campagna e molti cercando di guardare oltre il limite immaginavano di vedere Trieste. Oggi, invece, un blocco di cemento possente, enorme che annienta ogni spirito minimo di immaginazione. Grigio. I lavori procedono a ritmo sostenuto come è stato scritto più volte, investimenti per 17 milioni di euro e dovrebbero, in quel complesso, arrivare anche i "treni freccia" ma saranno a freccia lenta non rock per parlare sempre alla Celentano, perchè come è noto l'alta velocità in FVG non ci sarà. Ma poco importa, il marketing prevale su tutto. Oramai l'opera c'è. E' lì. Ma visto che l'estetica ha anche un suo valore, è auspicabile almeno che quel grigiore possa lasciare il posto a qualche tonalità di colore. Magari a qualche murales, lanciando un concorso, aperto ai nostri artisti, per cercare di contrastare quel blocco orripilante, dal punto di vista visivo, di cemento.  
Nessuno pretende opere alla Diego Rivera ma un qualcosa di almeno accettabile sì. Non voglio entrare nel merito dell'utilità o meno di questa opera, parleranno i fatti e vedremo se avevano ragione quelli che hanno sostenuto l'inutilità di quell'opera o meno. I numeri saneranno meglio di tutto ogni diatriba.
Marco Barone


Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?