Passa ai contenuti principali

Tratto autostradale Portogruaro San Giorgio se in pochi rispettano limite 80 km/h per cantiere

Ho affrontato, non con poca preoccupazione visti i diversi incidenti, anche gravi, che si sono verificati ultimamente, sia in direzione Trieste che in direzione Venezia il tratto autostradale Portogruaro-San Giorgio.  
Gli automobilisti sono indisciplinati, menefreghisti, strafottenti. Ti sentivi come il deficiente della situazione a rispettare i limiti di velocità, perchè tutti, salvo i camionisti, ti sorpassavano e spesso a velocità ben sostenuta. 
Poi quando incontravano od intravedevano l'autovelox ecco qualcuno rallentare, in modo pericoloso, ma la maggior parte che ho incontrato semplicemente proseguivano la loro corsa come se niente fosse. Menefreghismo totale. Ora pare evidente che si possono mettere anche mille autovelox, ma nulla cambierebbe. E non si può pretendere di riempire quel tratto, soggetto ad importanti lavori, di polizia. Forse si potrebbe pensare ad un tutor intermedio nell'area del cantiere. Ma non è questo il punto.
Andrebbero inasprite in modo significativo ed efficace le sanzioni. E senza perdere altro tempo. Ritiro della patente e sequestro del veicolo per chi, nei tratti soggetti a cantiere, non rispetta i limiti di velocità. Perchè se già di norma non rispettarli in circostanze ordinarie può essere pericoloso, in quelle circostanze  il pericolo è ancora più grave e serio e ciò è confermato dai tanti incidenti che si son recentemente verificati.
Vi è poco da fare, in Italia, una norma, per essere rispettata, deve essere accompagnata da una sanzione pesante. 
Altro che cultura e senso di responsabilità e quando in ballo vi è la vita non solo propria ma di altri non vi è tolleranza e giustificazione che tenga. Spero che questa segnalazione giunga alla giusta destinazione.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…

Ma ha ancora senso la "Venezia Giulia"? O meglio regione di Trieste?

Venezia Giulia. Un nome che ha sicuramente un suo fascino, originale, una forzatura storica pasticciata, proposta ed utilizzata sin dal 1863, come si legge nell'Enciclopedia Treccanti dal linguista goriziano G.I. Ascoli in sostituzione di ‘Litorale’ (Küstenland), usato dagli Austriaci. "Dal 1920 sotto la denominazione di V. furono compresi anche territori appartenenti alla Carniola; i limiti della regione non erano del resto ben definiti: ora comprendeva anche il Friuli ora questo era considerato come appartenente al Veneto, per cui la V. corrispondeva ai territori orientali ceduti dall’Austria all’Italia in seguito alla Prima guerra mondiale, cioè le province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume (superficie 8893 km2 con 955.257 ab. nel 1936), zona caratterizzata dal graduale trapasso del sistema alpino in quello dinarico e dalla compenetrazione di elementi italiani e slavi. Il piccolo lembo della V. rimasto all’Italia dopo la Seconda guerra mondiale è confluito nella regione a …