Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

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  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Monfalcone: dalle pseudo-ronde allo stagista che controllerà i servizi pubblici

Esiste già una mail a cui poter inviare la propria candidatura per il controllo del territorio contro il degrado. Ed il degrado è un problema quando sfocia in vandalismo e da Ronchi a Monfalcone a Trieste ecc così come in tante altre città i danni sono spesso frequenti e significativi che interessano sia beni pubblici che privati.
Opera di bande, spesso giovanissimi, su cui sarebbe importante avviare una riflessione sociale. Le telecamere come strumento di dissuasione hanno fallito. E non si può mica pretendere la militarizzazione del territorio. Ha fallito anche la scuola, sicuramente. Ma le fantomatiche ronde oltre che a realizzare il sogno di diversi cittadini, in questo caso diventare Batman in salsa bisiaca ma senza poteri, sono uno strumento che richiama modalità di controllo del territorio certamente di periodi non felici. Ma se il sindaco di Monfalcone trae spunto da una legge regionale del 2009, come ha denunciato il Piccolo, l'interrogativo che sorge è il seguente: perchè in questi anni la Regione FVG non ha abrogato tale disposizione? Sicuramente inapplicata, ma norma dormiente pronta ad essere utilizzata e che verrà utilizzata. L'articolo 5 è chiaro quando afferma che "al fine di favorire il rispetto della legalità e migliorare la qualità della convivenza civile, la Regione promuove e sostiene finanziariamente l'impiego del volontariato e dell'associazionismo (...)e l'attività di questi "volontari per la sicurezza" "è volto ad assicurare una presenza attiva sul territorio finalizzata a fornire assistenza alla cittadinanza anche in occasione di eventi civili, religiosi e ludico sportivi. Avranno delle dotazioni uno specifico abbigliamento, dovranno essere formati ed il tutto con soldi ovviamente pubblici. Come ha sempre evidenziato il Piccolo del 12 luglio, a ciò si aggiunge la figura dello stagista che avrà il compito di verificare la qualità dei servizi pubblici ma, così è stato detto, senza controllare l'operato dei lavoratori. Ovviamente è facile comprendere che la qualità del servizio, per come valutata, avrà delle ricadute sull'operato dei lavoratori. Quale concertazione od informativa preventiva sindacale e con i lavoratori? Da tempo esistono diverse modalità per valutare l'operato del servizio pubblico, in diverse località, macchinette che rilevano il grado di soddisfazione dell'utenza con le canoniche faccine. Strumento fallimentare, perchè altamente invasivo e che ha comportato uno sperpero di risorse pubbliche. E' vero che il dipendente pubblico deve fornire un servizio pubblico, è pagato per questo, è il suo lavoro, ma nel caso in cui dovessero emergere valutazioni negative, dovute magari a balzi d'umore dell'utenza, il Comune come penserebbe di affrontare poi il tutto?
Marco Barone

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