Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Se a scuola si "crepa" di caldo


Arrivato il primo grande caldo in gran parte delle scuole italiane le temperature vanno ben oltre i parametri consigliati dalla legge e le conseguenze sono certamente non positive. Dal rischio di stress termico, a quello psicologico a situazioni imbarazzanti per una società che dovrebbe avere a cuore le proprie scuole, ma così non è come è ben noto. La normativa prevede che la situazione di benessere termico deve prevedere un equilibrio tra la quantità di calore prodotta dall'organismo e la quantità di calore assunta dall'ambiente o ceduta all'ambiente attraverso i diversi meccanismi di termoregolazione. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici  imposti ai lavoratori. Per  i mesi estivi la temperatura dell’aria consigliata va da 24 a 27 °C e per i mesi invernali la temperatura varia da 18 a 22 °C. Ma se qualsiasi lavoratore, o studente, durante la propria lezione misurasse in classe la temperatura sussistente in questo periodo, che temperature rileverebbe? Sicuramente, in tantissimi casi, superiore a quella consigliata.

Perchè gran parte delle nostre scuole non sono a norma. E dunque che fare? Disporre la chiusura delle scuole per "caldo" lì dove non ci sono impianti di areazione e le temperature diventano insopportabili, per motivi di causa di forza maggiore?
E' a questo che dobbiamo arrivare? Visto che si parla di prevenzione qualche dubbio lecito e legittimo sussiste. Visto che si deve garantire la tutela dell'integrità psicofisica dei lavoratori nonché degli studenti, fino a quando le scuole non saranno a norma e non consentiranno lo svolgimento del proprio lavoro in condizioni ottimali e decenti e dignitose, non è che si deve aspettare l'evento lesivo per andare alla ricerca dei rimedi in un Paese dove i soldi pubblici vengono continuamente divorati da un sistema sempre più becero e corrotto.

Marco Barone

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