Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Monfalcone e la puntata di Operai: il problema della lingua da Fincantieri alla scuola


Da quando la destra ha vinto le elezioni a Monfalcone in quella che è stata la prevedibile Caporetto del centrosinistra, la città è finita nel mirino dei media nazionale. A partire dal tradimento della questione morale sull'amianto in relazione alla nota  transazione che addirittura ha impegnato il Comune per quattro soldi a rinunciare alla costituzione di parte civile in qualunque procedimento penale che dovesse essere promosso in futuro per i fatti connessi all'impiego dell'amianto anteriormente alla sottoscrizione dell'accorso. E' quello di costituirsi parte civile un diritto indisponibile?  A parer mio trattandosi, nel caso di costituzione di parte civile in sede della tremenda questione amianto a Monfalcone, della difesa di un diritto indisponibile dell'intera collettività è evidente che la sua tutela sul piano giurisdizionale non può essere lasciata alla sola valutazione discrezionale dell'amministrazione comunale pro tempore che non può, anche se ciò è accaduto, prendere impegni così rilevanti, quale la rinuncia, e lesivi della dignità di migliaia di persone, per il futuro.
Dopo Piazza Pulita, dopo Fuori Roma vi è stata parte della puntata di Operai, sempre su Rai Tre, che ha affrontato il caso di Monfalcone città dove il motto destro prima gli italiani è diventato prima i residenti. La cosa che ha colpito di più è stato il problema della lingua. Come è possibile che il principale sindacato lì presente, come è emerso nella puntata di Operai, non ha mezzi e strumenti per conoscere le lingue parlate all'interno di quel piccolo globo internazionale che è la Fincantieri? Se non si conosce la lingua non si può minimamente pensare di sfiorare la difesa dei più deboli, dei lavoratori, tutte vittime di un sistema economico sempre più cattivo e competitivo al ribasso. Certo, si dirà, chi lavora in loco dovrebbe conoscere l'italiano, come è stato proposto. La verità è nel mezzo, ed il mezzo è la mediazione culturale e ci si deve attrezzare. La conoscenza della lingua, è l'abc di ogni elementare diritto. Stesso discorso per la scuola. E' impensabile ed è poco formativo pensare di avere classi con solo quattro bambini che parlano italiano. Si deve creare un sistema perchè i bambini che non conoscono l'italiano siano incentivati a frequentare le scuole dell'infanzia e le classi "ghetto" vanno assolutamente evitate, d'altronde esiste la possibilità di ridurre in modo considerevole il numero di studenti per classe. Se oggi giorno hanno difficoltà a parlare l'italiano i bambini italiani, figuriamoci quelli di nazionalità non italiana. Non servono progetti eroici, serve buon senso e buon senso vuole che se in Inghilterra non conosci l'inglese non avrai certamente vita facile, se in Germania non conosci il tedesco avrai problemi di inserimento sociale, e non si capisce perchè in Italia si devono concentrare in una sola classe bambini che non parlano italiano, quando poi i parametri di legge son ben chiari. Misteri, non religiosi, tutti nostrani. Stando agli open data del Miur, il 9,49% di chi frequenta le scuole italiane, dalle primarie alle secondarie di secondo grado, non ha la cittadinanza italiana. Ma a Monfalcone in base ai dati forniti dal MIUR si supera di gran lunga la media nazionale la percentuale di studenti "stranieri" è del 37,36%!  Mentre se si va a guardare la fascia di età 0-18 anni a Monfalcone risultano stranieri il 44,21% della popolazione giovane. E' evidente che la questione è enorme e va affrontata seriamente prima che esploda in cattivo modo.
Marco Barone

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