Passa ai contenuti principali

Se continuiamo così in Italia si rischia una "notte dei cristalli"contro gli stranieri


Era una notte di novembre del 1938, in Italia  erano state, da pochi mesi, proclamate in una gremita piazza dell'Unità d'Italia di Trieste le criminali leggi razziali. Fatto ricordato a Trieste, in quel luogo, da una piccola targa calpestata ed invisibile. Per le strade della nazista Germania la polizia non intervenne, i vigili del fuoco limitarono il loro intervento ad interventi minimi finalizzati a salvaguardare gli edifici di terzi. Terzi che non fossero ebrei. Vennero prese di mira case, negozi, cimiteri, luoghi della socialità ebraica. Ci furono morti, ci furono violenze di ogni tipo, ci furono deportazioni. La notte dei cristalli in Germania è stato un qualcosa di una disumanità totale, come disumano era il nazismo ed il fascismo. Terzo millennio, nuovo secolo, '900 alle spalle, ideologie rimosse, capitalismo dominante, nuove guerre, nuove crisi economiche e sociali, crisi di natalità in Europa, emigrazioni di massa, l'Europa che tronca ogni sogno "americano", crescono i nazismi ed i fascismi e l'odio verso lo "straniero" è dilagante. Tra ronde, criminalizzazioni degli aiuti umanitari, il razzismo è diventato la normalità, i valori Occidentali non devono essere messi in discussione e se non ti adegui vieni pesantemente sanzionato. Nei social dilaga il razzismo, senza razzismo i social forse perderebbero gran parte della loro forza, perchè son diventati il vento dell'odio, si censurano le nudità delle statue, per non turbare il senso del pudore, ma non si censurano le pagine fasciste, naziste, reazionarie, che istigano quotidianamente alla violenza. E le Istituzioni dormono, anzi stanno in gran parte diventando complici, non agendo, con un paventato senso di impotenza. Il reato commesso dallo straniero viene percepito come più odioso e grave rispetto a quello commesso dall'autoctono. Si ha un gran fastidio contro gli stranieri, dal lavoro, dove sono le prime vittime di un neoschiavismo ben affermato, al fatto che frequentano, per abitudine o perchè non hanno soldi per andare in vacanza, i centri delle città. Oppure vengono ghettizzati nelle periferie, aprono negozi ed attività, secondo le regole del libero commercio, ma queste regole per loro non devono valere. Si possono tollerare le aperture di mille chiese, ma non di una sola moschea. Si possono tollerare i femminicidi compiuti dal maschio italiano, ma non quello compiuto dallo straniero. Viene percepito come grave, o meglio con un gran senso di fastidio il velo islamico portato dalle donne, viene considerato come normale essere assediati da simboli religiosi nei luoghi pubblici, ospedali, tribunali, municipi, scuole.  Se potessero attuerebbero una nuova notte di cristalli in chiave italiana, ma questa volta per colpire indistintamente lo straniero e visti i tempi che corrono, visti i nuovi terremoti economici e politici in arrivo, il potessero rischia di divenire una certezza.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…