Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

La maledetta sera del 31 maggio del 1972: Peteano


Se oggi chiedi cosa è successo in Italia la sera del 31 maggio del 1972, la risposta sarà quasi certamente, non lo so. Se chiedi di Peteano, molti diranno, Peteano cosa?
Cosa.
Una strada bellissima che congiunge Sagrado con Gorizia, ma anche una strada maledetta. Ogni volta che mi capita di passare da quel luogo ho sempre gli stessi pensieri e mi pongo sempre la stessa domanda. Quali i pensieri? Una sera di maggio con doppietta di Cruijff l'Ajax vincerà la coppa campioni contro l'Inter di Boninsegna, Facchetti, Mazzola, Oriali, Bordon ed altri. Da un bar di Monfalcone, bar Nazionale, partirà la telefonata che segnerà il destino di alcuni carabinieri e delle loro famiglie e di chi verrà coinvolto, suo malgrado, nella bestialità che alle 23. 15 fermerà il tempo per sempre. La 500, l'ispezione, la "mano omicida" che in "vile attentato spegneva tre giovani vite" di tre carabinieri, i depistaggi, gli arresti di innocenti goriziani, la storica difesa di Maniacco, l'odio fascista e non solo.
Il Km 5 della strada che unisce la zona di Sagrado con Gorizia. Pochi minuti da Gorizia, pochi minuti dal confine con quella che un tempo era la Jugoslavia, oggi Slovenia. E pochi minuti dall'area di quella che oggi è nota come ex polveriera di Peteano, struttura costruita dopo la seconda guerra mondiale come avamposto Nato e da anni caduta in disuso militare, in una zona denominata del “Monte di mezzo” con opere che si sviluppano prevalentemente in galleria mentre in superficie sono presenti tre piccoli edifici e tre piazzali antistanti all’ingresso delle gallerie mentre il soprassuolo e formato da bosco. E la domanda che ti viene sempre in mente alla quale non riesci ancora rispondere è tanto semplice quanto problematica: perchè proprio quel luogo? Perchè nulla è mai stato casuale nella strategia del terrore o meglio della tensione.

Marco Barone

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