Passa ai contenuti principali

Dietro il fascista più ingenuo c'erano crimini, dietro il partigiano più cattivo c'era un mondo di libertà


Nella serata del 12 aprile a Staranzano  Marta Cuscunà, artista e partigiana dei nostri tempi, ha letto diverse lettere partigiane,  dove si toccavano vari aspetti, e tutte unite da un solo filo, umanità e libertà. I partigiani ancora in vita sono pochissimi e noi abbiamo ancora oggi la fortuna di poter conoscere e convivere con un pezzo fondamentale di storia della nostra Repubblica, del nostro tempo. Quando non ci saranno più, andrà via con loro l'ultimo respiro partigiano, ma rimarrà con noi la libertà che hanno conquistato. Tra i vari passaggi ha colpito molto un messaggio lasciato da un partigiano che può essere succintamente riassunto in questo modo: 

Dietro il fascista più ingenuo c'erano crimini, dietro il partigiano più cattivo c'era un mondo di libertà

Ed è assolutamente vero. Perchè anche dietro il fascista più ingenuo o buono o meno fascistizzato che vi potesse essere, questo faceva parte di un sistema profondamente criminale, delinquenziale, dalle deportazioni, alla pulizia etnica. Gli italiani hanno dovuto subire due decenni di soprusi e barbarie, sono stati trasportati in una guerra catastrofica che ha profondamente menomato l'Italia ma che tramite il complesso e profondo processo della resistenza ha ritrovato il proprio riscatto. Un riscatto doloroso. Piazzale Loreto è stato il simbolo di tutto ciò. Il popolo si è sfogato contro il dittatore ed i gerarchi fascisti, si è vendicato nello stesso luogo ove vennero fucilati quindici partigiani. Vennero  i corpi appesi a testa in giù alla pensilina del distributore di benzina per essere sottratti alla furia del popolo milanese ed anche per essere visti. E' stata anche una conseguenza della mitologia del corpo come costruita dal regime fascista. Nessuno dirà mai che tutti i partigiani fossero degli angeli. Come si poteva essere angeli nell'inferno della guerra? Ma l'atto più impietoso compiuto da qualche partigiano od accaduto nel corso della resistenza, oltre ad essere un nulla rispetto a due decenni di dittatura fascista e successiva occupazione nazista, dietro aveva un mondo diverso, un mondo di libertà, di umanità. Un mondo dove le donne hanno conosciuto per la prima volta la parità dei diritti, un mondo dove popoli divisi dall'odio fascista, come sloveni, croati ed italiani, si uniranno. Un mondo che porterà a scrivere i principi fondamentali della nostra Costituzione, ed il contributo dato dalla Resistenza soprattutto nel Confine Orientale è stato determinante per la sconfitta del nazifascismo e per conseguire non la Costituzione più bella del mondo, ma certamente una delle più avanzate e soprattutto per segnare la via di quella Europa unita nelle diversità che i nazionalismi di oggi, come quelli di ieri, minano quotidianamente. E' questa la differenza sostanziale. E le operazioni di chi va a caccia di crimini compiuti da partigiani, che avrebbero come fine quello di paragonare alcuni partigiani, alcune forme di resistenza ai nazifascisti, sono fallimentari e ridicole fin dall'origine, perchè quello che ne segnava la sostanziale differenza era ciò che si aveva alle spalle ed il futuro che si voleva costruire. Due mondi opposti, incompatibili, inconciliabili e che si sono fatti la guerra ed in questa guerra chi ha perso è stato il nazifascismo e non poteva che essere così, contro l'ideale di libertà, uguaglianza e fratellanza, e queste non sono parole, non è noiosa retorica, ma una semplice rappresentazione della realtà fattuale.


Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…