Passa ai contenuti principali

Monfalcone sia medaglia d’oro al valor militare per la resistenza, come il FVG


Il 16 marzo del 1947 il FVG conseguiva la massima onorificenza, la medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione: 
Fedele alle tradizioni dei padri, il Friuli, dopo l’8 settembre 1943, sorgeva compatto contro il tedesco oppressore, sostenendo per diciannove mesi una lotta che sa di leggenda. A domarne la resistenza il nemico guidava e lanciava, in disperati sforzi, orde fameliche di mercenari stranieri animati da furore barbarico, ma l’indomito valore e la fede ardente delle genti friulane vincevano sulle rappresaglie, sulla fame, sul terrore. Nelle giornate radiose dell’insurrezione i suoi ventimila partigiani, schierati dai monti al mare, scattavano con epico eroismo per ridonare a vita e a libertà la loro terra, su cui, per la seconda volta nella storia dell’Italia unita, era passata la furia devastatrice del barbaro nemico. Tremilasettecento morti e feriti, settemila deportati, ventimila perseguitati che sentono ancora nello spirito le ansie e i patemi e nelle carni il bruciore delle ferite e delle torture, testimoniano il cruento e glorioso sacrificio offerto dal popolo alla Madre comune, e dai roghi ardenti dei paesi distrutti si alza al cielo, purificatrice oltre ogni orrore, la sacra fiamma dell’amore per l’Italia. Settembre 1943 - maggio 1945.
Come si può notare vi è un chiaro e forte ed importante riconoscimento alla lotta partigiana, alla resistenza ed il periodo corre da settembre del '43 al maggio del '45 quando qui si realizzerà la liberazione dall'occupante nazifascista. E tale onorificenza si estende implicitamente ovviamente, a tutti i Comuni componenti la nostra regione. Qualcuno, ultimamente, ha risvegliato una questione vecchia, che venne già sollevata in modo infelice in passato, in merito al caso di Monfalcone, dove in sostanza si conterebbe che l’onorificenza di Monfalcone non faccia riferimento alcuno alla lotta partigiana, alla resistenza. La decorazione che ha ricevuto nello specifico Monfalcone, con atto 51078 del 28 gennaio 1958 e registrato alla Corte dei Conti il 18 ottobre 1957 ma disposta con decreto del 5 settembre 1957  e firmata  dal ministro proponente per gli affari alla difesa è inclusiva di più vicende, strettamente nazionalistiche, dalla prima guerra mondiale al Trattato di Pace del ‘47 con il quale verrà assegnata all’Italia, dopo una provvisoria amministrazione da parte del comitato esecutivo italo sloveno prima e del GMA poi. Il giorno 8 settembre 1943 alla notizia dell'armistizio gli operai dei C.R.D.A. di Monfalcone e di altre fabbriche, erano già pronti e determinati per combattere contro i nazifascisti. Il giorno 9 settembre nascerà il primo comitato d'azione ed il 10 settembre, a Monfalcone, dopo un comizio ove parteciparono con tanto di tuta blu gli operai, questi confluirono a Cave di Selz di Ronchi per costituire quella che sarà la Brigata Proletaria. Quella della Brigata Proletaria è stata la prima resistenza armata dopo la firma dell'Armistizio, nata con lo scopo di liberare l'Italia dal nazifascismo e per edificare una società diversa, fondata sui precetti che verranno recepiti nei principi fondamentali della nostra Costituzione. E soprattutto con lo spirito di Monfalcone si porranno le basi per quella fratellanza, solidarietà tra popoli, come tra sloveni ed italiani ad esempio, divisi dall’odio fascista, che attraverso la resistenza e l'unicum della Brigata Proletaria conosceranno l’unità ed apriranno la via fondamentale dopo alcune "turbolenze storiche" a quella Europa unita nella diversità che oggi rischia il tracollo e che va difesa nei suoi più alti principi, e per questo Monfalcone ed anche Ronchi, dove si è formata la Brigata Proletaria, hanno diritto alla medaglia d’oro al valor militare, perchè qui si è dato prima di ogni altrove in Italia il senso di unità tra popoli contro il male oscuro del nazifascismo, ed il mio convincimento, che manifesto per ora a titolo strettamente a livello personale, è che sia il caso di attivarsi sin da ora perché tale massima onorificenza possa essere riconosciuta anche nello specifico a Monfalcone nonché a Ronchi quanto prima, che meritano più di una medaglia d’argento, per la loro storia di resistenza che deve essere rispettata e tutelata, soprattutto oggi.
Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…