Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Monfalcone sia medaglia d’oro al valor militare per la resistenza, come il FVG


Il 16 marzo del 1947 il FVG conseguiva la massima onorificenza, la medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione: 
Fedele alle tradizioni dei padri, il Friuli, dopo l’8 settembre 1943, sorgeva compatto contro il tedesco oppressore, sostenendo per diciannove mesi una lotta che sa di leggenda. A domarne la resistenza il nemico guidava e lanciava, in disperati sforzi, orde fameliche di mercenari stranieri animati da furore barbarico, ma l’indomito valore e la fede ardente delle genti friulane vincevano sulle rappresaglie, sulla fame, sul terrore. Nelle giornate radiose dell’insurrezione i suoi ventimila partigiani, schierati dai monti al mare, scattavano con epico eroismo per ridonare a vita e a libertà la loro terra, su cui, per la seconda volta nella storia dell’Italia unita, era passata la furia devastatrice del barbaro nemico. Tremilasettecento morti e feriti, settemila deportati, ventimila perseguitati che sentono ancora nello spirito le ansie e i patemi e nelle carni il bruciore delle ferite e delle torture, testimoniano il cruento e glorioso sacrificio offerto dal popolo alla Madre comune, e dai roghi ardenti dei paesi distrutti si alza al cielo, purificatrice oltre ogni orrore, la sacra fiamma dell’amore per l’Italia. Settembre 1943 - maggio 1945.
Come si può notare vi è un chiaro e forte ed importante riconoscimento alla lotta partigiana, alla resistenza ed il periodo corre da settembre del '43 al maggio del '45 quando qui si realizzerà la liberazione dall'occupante nazifascista. E tale onorificenza si estende implicitamente ovviamente, a tutti i Comuni componenti la nostra regione. Qualcuno, ultimamente, ha risvegliato una questione vecchia, che venne già sollevata in modo infelice in passato, in merito al caso di Monfalcone, dove in sostanza si conterebbe che l’onorificenza di Monfalcone non faccia riferimento alcuno alla lotta partigiana, alla resistenza. La decorazione che ha ricevuto nello specifico Monfalcone, con atto 51078 del 28 gennaio 1958 e registrato alla Corte dei Conti il 18 ottobre 1957 ma disposta con decreto del 5 settembre 1957  e firmata  dal ministro proponente per gli affari alla difesa è inclusiva di più vicende, strettamente nazionalistiche, dalla prima guerra mondiale al Trattato di Pace del ‘47 con il quale verrà assegnata all’Italia, dopo una provvisoria amministrazione da parte del comitato esecutivo italo sloveno prima e del GMA poi. Il giorno 8 settembre 1943 alla notizia dell'armistizio gli operai dei C.R.D.A. di Monfalcone e di altre fabbriche, erano già pronti e determinati per combattere contro i nazifascisti. Il giorno 9 settembre nascerà il primo comitato d'azione ed il 10 settembre, a Monfalcone, dopo un comizio ove parteciparono con tanto di tuta blu gli operai, questi confluirono a Cave di Selz di Ronchi per costituire quella che sarà la Brigata Proletaria. Quella della Brigata Proletaria è stata la prima resistenza armata dopo la firma dell'Armistizio, nata con lo scopo di liberare l'Italia dal nazifascismo e per edificare una società diversa, fondata sui precetti che verranno recepiti nei principi fondamentali della nostra Costituzione. E soprattutto con lo spirito di Monfalcone si porranno le basi per quella fratellanza, solidarietà tra popoli, come tra sloveni ed italiani ad esempio, divisi dall’odio fascista, che attraverso la resistenza e l'unicum della Brigata Proletaria conosceranno l’unità ed apriranno la via fondamentale dopo alcune "turbolenze storiche" a quella Europa unita nella diversità che oggi rischia il tracollo e che va difesa nei suoi più alti principi, e per questo Monfalcone ed anche Ronchi, dove si è formata la Brigata Proletaria, hanno diritto alla medaglia d’oro al valor militare, perchè qui si è dato prima di ogni altrove in Italia il senso di unità tra popoli contro il male oscuro del nazifascismo, ed il mio convincimento, che manifesto per ora a titolo strettamente a livello personale, è che sia il caso di attivarsi sin da ora perché tale massima onorificenza possa essere riconosciuta anche nello specifico a Monfalcone nonché a Ronchi quanto prima, che meritano più di una medaglia d’argento, per la loro storia di resistenza che deve essere rispettata e tutelata, soprattutto oggi.
Marco Barone 

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