Passa ai contenuti principali

Incredibile ma vero, il Consiglio Comunale di Trieste approva mozione contro il Sindaco di Napoli




All'inverosimile non vi è mai fine, ed a Trieste meno che mai. Trieste e Napoli due città distanti, che già hanno "guerreggiato" sulla primazia del caffè, quando qualcuno a Trieste collocò un cartello, ancora non rimosso, sulla strada che conduce verso Opicina, con scritto città del caffè, in aggiunta a città della Barcolana. Ma gli scazzi tra Trieste e Napoli non sono mancati neanche ultimamente su diverse questioni politiche e battute miserabili. E la sfida, se così la possiamo chiamare tale situazione politica a dir poco assurda, continua. In relazione ai noti fatti di Napoli, in merito alla visita di Salvini, e manifestazioni di protesta che ne sono conseguite, non avendo nulla di meglio da fare, cosa ha deciso di approvare il Consiglio comunale di Trieste? Una mozione proposta dal partito della lega nord, nella quale si critica duramente l'operato del Sindaco di Napoli, sia "per il diniego dato a Salvini per la sala richiesta" che per i toni utilizzati e le parole come espresse. Una ingerenza singolare, una provocazione incomprensibile, eppure è accaduta. Dunque anche il Consiglio comunale di Napoli e Sindaco di Napoli, a cui va la mia solidarietà, potrà essere legittimato a sindacare le parole del Sindaco di Trieste ed intervenire anche sulle vicende triestine?

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Passo dopo passo il Nord è conquistato da chi vuole "l'indipendenza della Padania"

Ciò che non è entrato dalla porta principale, entra, anno dopo anno, passo dopo passo, in modo sistematico, con estrema pazienza ed intelligenza politica, dalle finestre che connotano la casa del Nord. Un Nord che è uscito con le ossa fratturate dalla crisi del 2007, divenuto isola felice per le mafie, per la corruzione, ma che ha continuato ad essere rispetto al Sud sempre il locomotore dell'Italia, Paese che sta all'Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. Ed il Nord non ci sta più. Pensiamo al Friuli Venezia Giulia, dove cortocircuiti storici sono anche visibili. Ovunque piazze dedicate all'Unità d'Italia che qui non poteva essere festeggiata perchè quando questa raggiunta non era mica contemplata l'Italia, ma si era in gran parte in quello che veniva definito come l'Impero felice a cui è stata anche dedicata una piazza e si continuano a dedicare statue o celebrarne i fasti nobiliari. E poi sarà in prima linea su due fronti di guerra catastrofici, la …

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…

Scuola tra docenti impotenti senza autorevolezza e autorità in una lotta per la sopravvivenza

I tempi del grembiule, delle bacchettate, delle punizioni dietro la lavagna o di altre amenità sono finiti da un pezzo come la scuola dell'ordine e della disciplina. Forse il grembiule potrebbe ritornare, o anche no, ovviamente non devono trovare alcuna dimensione e spazio violenze psicofisiche all'interno della scuola. Ma nel giro di un paio di generazioni che sono coincise da un lato con l'avvento di internet che ha tolto ogni freno inibitorio e dall'altro della scuola trasformata in luogo dove i docenti hanno perso ogni autorevolezza ed autorità, dove non contano più niente, non hanno più alcun potere, salvo qualche caso raro di abuso di mezzi di correzione e violenza che comunque vengono sanzionati a dovere ed utilizzati per demonizzare una intera categoria presa letteralmente a schiaffi ogni giorno, si è realizzato il disastro pieno. 
La scuola deve solo "vendere" un prodotto, che è il titolo di studio o diventare luogo di ammortizzatore sociale. Insegu…