Passa ai contenuti principali

Duino ed il caso della comunità senegalese "mouride": squilibrio sociale? Una enorme cavolata

In Friuli Venezia Giulia ultimamente vi sono stati alcuni episodi che lasciano sconcertati. Penso alla questione dei "fuori convenzione" in materia di richiedenti asilo a Gorizia, al caso di Aquilinia, ed ora, seppur su una questione diversa alla incresciosa vicenda di Duino. In questa e difficile regione, per anni probabilmente ci si è sciacquati la bocca con il collutorio del cosmopolitismo, della Mitteleuropa, concetti, che se intesi in modo rigido, comporterebbero una idea di integrazione solo in chiave rigorosamente centro-europea, gli altri, i diversi, non sarebbero ben accetti, collutorio che aveva lo scopo di spazzare via dalla bocca germi nocivi per l'integrazione, per la solidarietà umana, ma solo per quella selettiva, scelta sulla base di criteri di vicinanza e similitudine culturale. Questo collutorio ha prodotto disastri, da un certo punto di vista, e dall'altro creato un mito che in FVG non esiste più, perchè paure e concetti di conservazione e tradizione rischiano di sfiorare quella linea sottile che divide il razzismo, da una diversa tolleranza. Colpisce il fatto che a Duino un terzo della popolazione abbia detto no all'iniziativa della comunità senegalese "mouride" di realizzare un luogo di culto, o culturale nell'area dell'ex mobilificio Arcobaleno. Ci si deve domandare i rimanenti due terzi cosa ne pensano di tutto ciò. Premesso che nelle regole del libero mercato se un bene è messo in vendita chiunque ha disponibilità è libero di comprare quello che vuole e fare quello che vuole purché rispettoso della normativa esistente in materia, e così è ad oggi per la questione dell'ex mobilificio.

Ma il fatto che il cuore della petizione, scritta in bilingue, sia quello di un paventato rischio di uno squilibrio sociale, è un qualcosa che non ha alcun senso. Anzi, quel centro potrebbe essere un motivo di vanto per Duino vista anche la storica presenza del Collegio del Mondo Unito, e la conferma del suo spirito di internazionalità. Sorvolando sulla questione religiosa, che non mi interessa, perchè ognuno è libero di credere in quello che vuole e professare la religione che vuole, si dovrebbe forse vedere quanto accaduto a Pontevico, piccolo Comune in provincia di Brescia che addirittura celebra in in veste laica il «beato» mouridista Cheik Amadou Bamba. Scelta attuata tra le altre cose da un Sindaco di centrodestra. E come emerge in rete, la presenza del centro culturale senegalese mouride ha dato un carattere importante di internazionalità a Pontevico, è stato visitato dal premier del Senegal, dal capo spirituale discendente da Bamba, e quel centro non ha creato alcun problema di convivenza, anzi è stata anche una ricchezza per l'indotto economico. Ed i numeri dei frequentatori di quel posto sono dieci volte superiori a quelli previsti in tutto il FVG. E si tratta di una religione che ha contrastato la radice più radicale della fede mussulmana. La presenza della comunità senegalese, sulla base di quale criterio logico, razionale, e non istintivo, potrebbe indebolire se non distruggere o seriamente compromettere le specificità di Duino? E la sua storia? Ma stiamo scherzando? E' una barzelletta? Forse è mancato del dialogo, forse è il caso di dialogare, tra le rispettive comunità, di conoscersi reciprocamente, di ascoltarsi, di confrontarsi sulle eventuali problematiche "viarie" e logistiche, che possono sempre trovare una giusta soluzione, prima di alzare preventivamente barricate di stampo pregiudiziale. Si deve comprendere tutti che si vive in una società di oltre 7 miliardi di persone e che si deve accogliere a porte aperte la condivisione culturale e storica e le diverse tradizioni, oppure il chiudersi in piccoli recinti, per difendere le proprie "radici" non avrà altro effetto che determinare un mero isolamento per creare l'isola più infelice del mondo.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?  Scopriamolo con il nuovo regolamento  urbano" che entrerà in vigore in città a partire dal 2 aprile 2017.  
Testo scritto rigorosamente ed esclusivamente in italiano, perchè il bilinguismo a Trieste è un non diritto. Disposizioni che dovranno conoscere anche coloro che si troveranno a Trieste di passaggio, per evitare che magari possano incorrere in qualche spiacevole sanzione. Buona lettura, magari con un sano bicchierino di amaro digestivo alle erbe.
***A salvaguardia e tutela degli spazi ed aree pubbliche ricadenti nel territorio del Comune è vietato: nelle fontane introdursi ed introdurre sostanze liquide imbrattanti, abbeverare ed introdurre animali, utilizzare o prelevare l’acqua, bagnarsi, estrarre o comunque raccogliere le monete o altri oggetti di valore gettati dai proprietari, in omaggio a tradizioni e consuetudini locali, in quanto tali oggetti devono intendersi acquisiti dal Comune con effetto immediato per essere dest…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste e Gorizia esplode l'austronostalgia

Wu Ming 1, scriveva: "Se devo scegliere tra sparare agli Asburgo in nome dei Savoia e sparare sui Savoia in nome degli Asburgo, grazie, ma preferisco sparare su entrambi. Come si legge nel Re Lear, “il tempo della vita è breve, e se viviamo, viviamo per calpestare i re”."E' innegabile che tra Gorizia e Trieste vi sia ancora una sorta di austronostalgia, anche se a dirla tutta non riesco proprio a capire come si possa essere nostalgici di un qualcosa che non è mai stato vissuto, forse ereditato a livello di testimonianza, letto nei libri, od esaltato in alcuni testi. Poco importa. E spesso ci si diverte a giostrare tra chi fosse meglio, i Borboni o gli Asburgo? E vai con l'elencazione delle opere, e delle solite ridondanti questioni . Solo che nel momento in cui implodono i nazionalismi, traballa l'ideale di Europa anche per responsabilità enormi di chi ha guidato l'Europa contro un muro di cemento armato a velocità folle, in questa piccola fetta di territo…