Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Dalla Ronchi sotto il fascismo alla Ronchi sotto il GMA passando per la resistenza

Anno 1938. Lo stesso anno in cui Mussolini proclamerà le bestiali leggi razziali da Trieste ed inaugurerà anche il sacrario di Redipuglia , a Ronchi si svolgerà l'ordinaria vita sotto il regime. 
Una foto di quell'epoca, in quella che era la scuola che poi verrà abbattuta, studenti in fila, con il moschetto poggiato sulla spalla ed il professore che li osserva. Come ricorda Mario Candotto, ( il quarto nella foto a partire da destra) ogni tanto andavano a fare esercizi di tiro nel locale campo sportivo. Mario che ci tiene a precisare che quel professore non era fascista, si era sempre rifiutato di indossare la camicia nera. Passano gli anni e molti degli studenti ritratti in quella foto diventeranno partigiani. Imbracceranno altre armi, ma non per una pagliacciata dimostrativa e per niente educativa e formativa sotto il fascismo, ma per combattere quel sistema criminale che è stato il fascismo come poi alleato del nazismo. Una foto in Slovenia testimonia la presenza di qualche studente in quella foto di Ronchi, aggregato ai partigiani. 
 
 
 
Dopo anni di dura battaglia, passando per il governo provvisorio italo sloveno, il GMA, per un paio d'anni governerà in questo territorio.

E la foto in questione evidenzia la presenza delle foto del GMA sul palazzo del Comune di Ronchi, costruito nel 1925, dal fascismo, richiamando un mix tra architettura veneta e simbolismo romano,estranei alla cultura di questo posto, essendo stato un territorio scippato all'Austria, nemico di Venezia, dopo secoli di appartenenza all'Impero Austroungarico. Così come singolare è l'aver unito sfumature venete con quelle romane, che nella realtà storica erano in contrapposizione tra di loro, ma nell'immaginario fascista, questo non contava nulla. Manipolatori della storia. Il giorno in cui è stata scattata quella foto, è quello nel quale quelle bandiere verranno definitivamente ammainate, settembre del 1947, quando il territorio del mandamento entrerà nella provincia di Gorizia, uscendo da quello di Trieste, per fare parte a tutti gli effetti dell'amministrazione italiana. Oggi sventola sul palazzo del municipio la bandiera italiana insieme a quella europea, l'auspicio è che la bandiera europea possa continuare a sventolare per i prossimi decenni, in una realtà ove sono state poste le basi, nell'unità tra popoli, per una Europa di pace, senza confini e barriere, salvo qualche parentesi comprensibile, ma superata.

Marco Barone

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