La grande impunità verso il fascismo che ha causato centinaia di migliaia di morti in Italia

Quando parliamo del fascismo, non stiamo parlando di una rissa di quartiere, ma di una tragedia che ha segnato la carne di questo Paese per decenni. Il punto è questo: il fascismo mica è arrivato al potere perché Mussolini era un genio della politica o perché aveva chissà quale mandato divino. No! Il fascismo è stato un fenomeno reazionario, certo, ma che è rimasto in piedi perché lo hanno tenuto su. La borghesia, il grande capitale e, soprattutto, diciamocelo chiaramente, la monarchia. Perché senza il Re, Mussolini a Roma non ci sarebbe mai arrivato. Mai! Sarebbe finita lì. E invece no. E allora cosa succede? Succede che inizia questa lunga scia di sangue che è difficilissimo persino quantificare. Noi oggi proviamo a dare dei numeri, ma è una contabilità dell'orrore che sfugge di mano. Già prima della presa del potere, tra il '19 e il '22, abbiamo lo squadrismo.  E lì sono botte, sono bastonate, sono tremila persone — sindacalisti, comunisti, gente che non ci stava — ammaz...

Che la Prefettura di Gorizia riveda il patrocinio ad una iniziativa dove si dice che il Trattato di Pace è iniquo





E sono 70. Sempre più vecchio, sempre contestato. E per diverse ragioni. Si va dall'indipendentismo triestino che ne rivendica la violazione, in merito al mai costituito TLT, tanto che ancora oggi periodicamente nei pressi di Duino, si possono trovare scritte, puntualmente cancellate, che richiamerebbero alla memoria il vecchio confine tra Italia e Trieste, provvisorio, come provvisorie sono state le amministrazioni che hanno caratterizzato anche il territorio goriziano. Gorizia che si appresta a vivere il suo secondo "ritorno" all'Italia, dopo la caduta con la disfatta di Caporetto, e la prima presa di Gorizia avvenuta nel 1916, ritornerà all'Italia nel 1918, per poi cadere in mano tedesca, nel noto Litorale Adriatico, poi ci sarà l'amministrazione provvisoria italo-slovena, poi il GMA, e con il Trattato di Pace del '47 ci sarà il secondo ritorno di Gorizia all'Italia. Italia che ne uscirà certamente ridimensionata, e la colpa e la responsabilità assoluta è stata del fascismo. Ma poteva andare certamente peggio al nostro Paese, che ha "perso" poco, ha pagato poco, rispetto alle responsabilità che solo la storia potrà giudicare e che lentamente giudica. Si avvicina il giorno del ricordo, ci saranno sempre le solite iniziative, delle solite realtà. Ma quello che ci si chiede è come può la Prefettura di Gorizia, dare il patrocinio, vista la comunicazione che circola in rete da parte dei promotori dell'iniziativa, alla iniziativa promossa dalla Lega Nazionale di Gorizia e ANVGD di Gorizia, quando nel loro manifesto si scrive, oltre alla non verità che vi è stata "una vera e propria pulizia etnica" in relazione all'esodo istriano, di cui si continuano a riportare cifre non veritiere, cosa che non è rispettosa del dramma che queste persone hanno certamente vissuto, soprattutto che il Trattato di Pace del 1947 è iniquo. La Prefettura, è l'ufficio territoriale di governo, è un organo periferico del Ministero dell'Interno, ha funzioni di rappresentanza generale del governo sul territorio ivi considerato. E' come se il Governo italiano partecipasse attivamente ad una iniziativa nella quale si legittima il concetto di iniquità del Trattato di Pace del 1947. Tale patrocinio, stante il quanto ora esplicato, è non solo improprio, ed inopportuno, ma politicamente e storicamente anche fuorviante rispetto al ruolo che la Prefettura, nei confronti della quale manifesto il mio rispetto, deve saper con equilibrio esercitare in un territorio difficile e complesso come il nostro e di confine. Meno stupore mi suscita il solito patrocinio del Comune di Gorizia. Il quale, per l'ennesima volta, si appresta tra le altre cose a ricevere la X^Mas con tutti gli onori, che come è noto non hanno mica combattuto per l'Italia, ma in nome e per conto di uno stato fantoccio che rispondeva alla Germania nazista di Hitler. E segnalo, a tal proposito, che l'ANPI e l'ANED provinciale hanno promosso un presidio storico proprio nella giornata del 21 gennaio con una motivazione semplice, ma profonda: "Il Sindaco della città di Gorizia, medaglia d’oro della Resistenza, non riceva in Comune i reduci della Decima Mas, alleata con i nazisti durante la guerra. Non si offendano i Caduti italiani e sloveni della lotta di Liberazione contro la dittatura".

Marco Barone 

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