Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Una travolgente vittoria del no anche in FVG, ma si deve indagare sul senso di rabbia del "popolo"


Complessivamente con oltre 5 milioni 987 mila voti di differenza il no ha travolto il sì, all’estero ha vinto il sì con 722 mila voti ma sono stati inutili,tanto che quando oramai il quadro era chiaro del voto dell'italiano all'estero non ha più interessato nessuno. E' stato un voto che ha punito il Governo, uno certamente dei più antipatici, e meno tollerati anche da "sinistra", che ha trasportato direttamente e definitivamente(?) il PD nel mondo della destra, che ha realizzato riforme, come quella sulla scuola, che ha visto uno sciopero di quasi l'80% del personale, la demolizione dell'articolo 18 e tante altre cose che hanno trovato l'apice con non una riforma ma con un testo che innovava profondamente la Costituzione. Ma non è stato questo un voto solo sulla riforma costituzionale, perchè sono tanti i casi di persone che non hanno capito niente di questa riforma, è stato un voto politico, la responsabilità è stata del Governo e del PD, e le conseguenze le paga il Paese ed ha rischiato di pagarle la Costituzione, che comunque non è la più bella del mondo, ma la meno applicata nei suoi principi fondamentali. Si è realizzata la vendetta dei rottamati, molti dei quali inizialmente sostennero il sì alla riforma e poi hanno cambiato fronte. Guardando al FVG ed ai Comuni principali, il no ha avuto il risultato più alto a Lignano, per arrivare complessivamente ad un no regionale pari al 61% di poco superiore alla media nazionale. Personalmente sono contento per il no, ho sostenuto il no, ma non mi sento di dover festeggiare.
Perché, al momento, chi politicamente rischia di maturare un diretto beneficio da questo risultato è la destra in tutte le sue varianti, inclusi i 5stelle, in un contesto storico ove il mondo va a destra, grazie anche ad una sinistra governativa che ha emulato la destra nei peggiori dei modi, e comunque senza l'apporto determinante dell'ANPI, del sindacalismo di sinistra, dell'opposizione nel PD, la vittoria del no sarebbe stata impossibile contro una riforma destra, in linea con quella del 2006. Insomma in linea di massima è stato uno scontro tra due destre all'interno del Paese, con una sinistra di base che ha operato principalmente per la tutela della Costituzione che è stata usata da parte del PD come terreno di scontro politico per i propri regolamenti di conti. Avrà delle ripercussioni anche in FVG tale risultato? In questo momento al PD non conviene andare ad elezioni anticipate né in Italia né in FVG. Ma ora in tante realtà si scateneranno diversi piccoli 8 settembre, tante piccole situazioni devastanti di guerra civile politica. Pasolini disse che "Quelli che hanno cambiato la storia non sono stati né i cortigiani né gli assistenti dei cardinali ma chi ha saputo dire no". Ed un no, in Italia, nonostante la politica dei bonus di questo Governo, hanno sancito in questo 4 dicembre un cambiamento di rotta importante anche a livello di questione etica e morale ma non so ancora bene se sia stato realmente preparato lo sfratto al bacio di Giuda in un Paese profondamente corrotto come il nostro e quando il popolo può far sentire la propria voce, in modo decisivo, punisce quando prova un grande sentimento di rabbia ed irritazione, ed è su ciò che si deve indagare, su questo sentimento di rabbia ed irritazione diffusa nel Paese ove le diseguaglianze sono elevate e la globalizzazione ha prodotto solo disastri anche con la complicità di una certa "sinistra" governativa.
Marco Barone

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