Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Nizza, Istanbul, Ankara e Berlino. Quel filo nero del destino



Nella società odierna non ha il tempo di metabolizzare ciò che è la grande notizia mediatica per l'Occidente che subito accade dell'altro, di più grave, più impattante per l'opinione pubblica, per l'emotività. Finiti nel dimenticatoio i fatti di Parigi, perchè se chiedi alle persone quando sono accaduti neanche se lo ricordano più, ecco che in una sera di estate a Nizza la macelleria per strada diventa una drammatica realtà funesta. Quel tir di gelati, i fuochi d'artificio, la morte che ti coglie alle spalle, sembra un videogame ma è la realtà. Poche ore dopo, arrivano i fatti di Istanbul, della Turchia, un colpo di stato, tentato, in diretta. Carri armati, aerei, si spara per strada. Sembra un film. Ma è la realtà anche questa. Inverno 2016, arriva la notizia dell'uccisione ad Ankara dell'ambasciatore russo. Tutto ripreso in diretta. La morte non impressiona più. Anzi, ti soffermi a guardare i dettagli, vorresti vedere di più, ma non puoi. Anche questa sembra una scena di un film. Forse anche meglio di un film. Poche ore dopo, si ripete, una Nizza bis, ma a Berlino. Quel filo nero del destino che ha unito Turchia ed Europa, continua in una vita dove non ti sorprende più nulla, altro effetto di quella terza guerra mondiale frammentata che colpisce ancora. 

Marco Barone

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