L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Dal recinto sull'Isonzo di Gorizia alla testa di maiale al centro islamico di Monfalcone


L'Isonzo è il fiume con il colori più belli del mondo, dicono. Ed è vero. Ma questa bellezza non può essere per tutti. Son mesi e mesi che si è denunciata l'assoluta necessità di provvedere alla dovuta informazione e formazione nei confronti dei migranti sulla pericolosità di quel meraviglioso fiume. Già due le vittime, non dimentichiamolo. I cartelli dovrebbero essere in plurilingue, così come volantini informativi e formativi. Non può certamente nessuno pretendere la militarizzazione del fiume, delle rive. Così come la proposta del recinto di Gorizia, che simbolicamente si pone in armonia con il muro ungherese, austriaco, l'assurdo reticolato sloveno o croato. Una cazzata palliativa inutile, costosa e ridicola. Si è tutti concordi sul fatto che la situazione così non può più andare avanti, che non è tollerabile che ci siano ancora Comuni dormienti, che magari verranno svegliati dal pugno duro sbattuto sul tavolo dalla Prefettura, coinvolgendo, però la cittadinanza di riferimento. La normativa è dalla parte delle Istituzioni, basta applicarla. Ma questo non significa che nel mentre si verifica una concentrazione di migranti, di profughi, di richiedenti asilo nel tuo territorio, questi devono essere lasciati soli, abbandonati, senza prestare alcun minimo soccorso. Ed ancora una volta è il mondo del volontariato che interviene. Anche qui vi è una normativa chiara. Siamo sempre alle solite a Gorizia e non se ne può veramente più. E poi ripetiamo sempre le stesse cose. Una partita a ping pong che sembra non conoscere fine.
Se non fossimo sotto natale, verrebbe da dire che la proposta del recinto sembrerebbe uno scherzo, cattivo, di carnevale. Quel carnevale tanto amato da queste parti. Qualche minuto di distanza, nella vicina e concorrente Monfalcone, si realizza una intimidazione in pieno stile mafioso. Solo che i mafiosi utilizzano le teste mozzate di capretto, anche se è da segnalare che è spesso la 'ndrangheta ad usare la testa di maiale mozzata come gesto di intimidazione, come minaccia di morte, e come invito all'omertà, ed al centro islamico di Monfalcone è stata usata quella di maiale, e non poteva essere altrimenti, perchè lo scopo era punire e colpire e denigrare i mussulmani ed i bengalesi.
Monfalcone e Gorizia, due centri anonimi, poco noti nel resto d'Italia, tanto che una volta ho sentito dire, con le mie orecchie, che Gorizia è vicino Milano e Monfalcone in Austria, ma che vivono, probabilmente, per diversi motivi, la peggiore fase della loro storia, da quando esiste la Repubblica italiana. D'altronde il tutto è in armonia con quel mondo nel quale viviamo, dove odio, intolleranza, cattiveria, miseria umana e voglia di spararsi l'uno con l'altro è sempre una costante in continuo aumento. Effetti collaterali di una globalizzazione disastrosa.

Marco Barone

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