Passa ai contenuti principali

Una prima riflessione a caldo sul disastro della sinistra alle amministrative a Monfalcone e Ronchi

E' stato un disastro, peggio del previsto. A Monfalcone 15 punti di distacco tra la coalizione di centro-sinistra e la destra è enorme, difficile da colmare. Bisogna sicuramente entrare nell'ottica, nel caso di vittoria della destra, di preparare una coalizione sociale di opposizione  di sinistra con valori dichiaratamente e sostanzialmente antifascisti al futuro governo destrissimo della città. Non è detto che ciò sia un male, a volte una sana opposizione può essere utile, utile per recuperare quel sentimento, quella forza che nel corso del tempo si è persa, altrimenti non si può spiegare un simile risultato a Monfalcone. Poi se si vuole vivere nell'utopia elettorale che Monfalcone sia una sorta di Stalingrado del FVG nel 2016, meglio non commentare per ora.
Quello di Ronchi e Monfalcone è un voto che ha delle sfumature certamente anche di rilievo nazionale. L'attuale governo renziano del PD è fallimentare, ha portato il PD  pienamente a destra, le riforme sulla scuola, sulla Costituzione, sul lavoro, sulla sanità a livello regionale, sulle UTI, il non saper essere reale controparte della Fincantieri, le politiche di revisionismo storico, hanno favorito un distacco enorme del suo tradizionale elettorato che ha preferito non votare o dirottare il suo voto verso altro. Anche il non voto è una forma di voto e l'astensione è stata impressionate. 
La situazione politica di Ronchi è leggermente differente da quella di Monfalcone, perchè chi ha vinto le amministrative ha già partecipato al governo precedente del Comune per diversi anni, con una giunta di centro-sinistra, e si è voluta dare continuità al precedente indirizzo governativo. Certamente è una forma di espressione politica in parte di destra, ma in parte non lo è pienamente e comunque il vero dato sorprendente a Ronchi non è tanto il risultato dei 5 stelle, voto percepito come prevalentemente di protesta e che pare essere stato politicamente funzionale alla sconfitta del centro sinistra e della sinistra, ma rimane l'astensione. Ma se la sinistra ha perso la colpa e la responsabilità è della sinistra.
La sinistra attuale ha fallito, ciò era nell'aria, e se si continua così si rischia di consegnare Gorizia alla destra, ancora, e soprattutto la Regione. E' necessaria una svolta radicale, con la consapevolezza, comunque, che l'opposizione non è un male,anche se difficile oggi, e che una sberla del genere, che abbiamo preso tutti, deve indurci a cambiare rapidamente passo e binario. 
E' necessario un rinnovamento urgente, ma mantenendo continuità con i valori tradizionali e storici della sinistra senza alcun compromesso e senza emulare la destra solo per mantener la poltrona, perchè questo primo o poi lo si paga e l'elettore preferirà l'originale alla copia.
Anche se in via generale si deve ammettere che il senso di sfiducia se non di scazzo dei cittadini aumenta, la politica elettorale di oggi rischia di essere rappresentativa solo dell'autoreferenzialità che dell'interesse comune ben tenendo conto che la società va a destra, perchè è nella destra che molti hanno trovato riparo, con le politiche della pancia più che della testa e della ragione, la soluzione al proprio mal vivere quotidiano.
Marco Barone  @ilKontrastivo

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…