Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Se in Italia ci si esalta per un terzo posto, ed un fuori podio è considerato come da medaglia


Lo stato dell'arte dell'Italia è ben rappresentato da alcuni ultimi eventi sportivi. Pensiamo alle olimpiadi, dove il cucchiaio di legno veniva considerato quasi più di una medaglia d'oro. Pensiamo all'ultimo gran premio di Formula Uno, dove un terzo posto è stato considerato come una vittoria. Oppure al calcio, giochi contro Israele e sembra che giochi contro il Brasile.  Eppure l'Italia, uno dei Paesi più ricchi del mondo, dove si è speculato in ogni settore, e dove regna la corruzione, prova a nascondere i propri fallimenti, ricorrendo, con un pizzico di invidia, ciò che oggi è irraggiungibile per questo Paese. Ed allora ecco l'esaltazione, con tanto di propaganda, con un solo suono, che diviene un fastidiosissimo rumore, del niente. D'altronde quando si è vicini al fondo che cosa aspettarsi? Continuiamo ad illuderci, ad edificare mistificazioni, ad esaltarci per risultati modestissimi, credendo di essere chissà cosa, quando nella realtà delle cose siamo ad un passo dal baratro in tutti i settori. Poveri noi.

Marco Barone

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