Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Se in Italia ci si esalta per un terzo posto, ed un fuori podio è considerato come da medaglia


Lo stato dell'arte dell'Italia è ben rappresentato da alcuni ultimi eventi sportivi. Pensiamo alle olimpiadi, dove il cucchiaio di legno veniva considerato quasi più di una medaglia d'oro. Pensiamo all'ultimo gran premio di Formula Uno, dove un terzo posto è stato considerato come una vittoria. Oppure al calcio, giochi contro Israele e sembra che giochi contro il Brasile.  Eppure l'Italia, uno dei Paesi più ricchi del mondo, dove si è speculato in ogni settore, e dove regna la corruzione, prova a nascondere i propri fallimenti, ricorrendo, con un pizzico di invidia, ciò che oggi è irraggiungibile per questo Paese. Ed allora ecco l'esaltazione, con tanto di propaganda, con un solo suono, che diviene un fastidiosissimo rumore, del niente. D'altronde quando si è vicini al fondo che cosa aspettarsi? Continuiamo ad illuderci, ad edificare mistificazioni, ad esaltarci per risultati modestissimi, credendo di essere chissà cosa, quando nella realtà delle cose siamo ad un passo dal baratro in tutti i settori. Poveri noi.

Marco Barone

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