Passa ai contenuti principali

Continua il capriccio del Comune di Trieste sulla non concessione della sala matrimoni. Se il diritto non è un capriccio

 Quando sul sito del Comune di Trieste cerchi la fatidica parola matrimonio, potrai leggere che "i matrimoni civili vengono di norma celebrati nella sala matrimoni di piazza Unità 4/d e che i matrimoni celebrati al di fuori dell'orario di servizio o in altra sede (Chalet di Villa Revoltella da maggio ad ottobre) sono soggetti al versamento di una tariffa." Ma per Davide e Claudio, come è noto, no se pol. La sala matrimoni no se pol, per le unioni civili, il costoso Chalet di Villa Revoltella, al momento, non è dato sapere. Se in quella sala si possono svolgere conferenze stampa, iniziative culturali, o di varia natura, l'unione civile, proprio no. Ma a quanto pare a Trieste non si è capito che un diritto non è un capriccio, e forse l'attuale Amministrazione Comunale farebbe bene ad ascoltare questa canzone per bambini, magari imparerà qualcosina.



 



Con un complicatissimo comunicato stampa, cosa rende noto l'attuale Amministrazione comunale triestina? Che "In forza della Legge 20 maggio 2016, n. 76 “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” e delle relative disposizioni transitorie decretate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, l'Ufficio di Stato Civile ha predisposto il registro provvisorio delle Unioni Civili. Il registro è stato inviato alla Prefettura per la vidimazione, ed è stato restituito in questi giorni. La norma prevede i due passaggi, processo verbale di richiesta di unione e registrazione della dichiarazione di costituzione dell'unione, come definito col decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23.07.2016, n.144 (GU n. 175 del 28.07.2016) entrato in vigore il 29.07.2016. Inoltre, l'art. 1, comma 3, ultimo capoverso dell'ordinamento dello stato civile (DPR 396/2000) si applica solo alla celebrazione del matrimonio e non ha subito modifiche da parte del legislatore dell'Unione civile. In quel contesto si parla di “celebrazione di matrimonio”, mentre per l'unione civile il legislatore non usa il termine “celebrazione”; lo stesso DPR individua i soggetti certificatori dell’Unione Civile (Sindaco, Segretario Generale e gli ufficiali di stato civile con delega piena) e non è contemplata la possibilità di delega ad altri soggetti, come privati cittadini.Tenuto presente che non esiste un diritto soggettivo ad ottenere una determinata sala in una determinata giornata, ma solo a godere di uno spazio nel quale poter svolgere gli adempimenti previsti dalla legge, il Comune di Trieste, se richiesto ed in base a determinate necessità, oltre agli spazi già individuati, metterà a disposizione per le Unioni Civili la sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, in via Rossini. Non appena sarà tecnicamente possibile, l’atto delle Unioni Civili potrà essere espletato, su richiesta, anche nella giornata di sabato. Questo quanto è stato stabilito al termine della riunione odierna (lunedì 22 agosto) della giunta comunale di Trieste." 
 
Se la matematica non è una opinione, il diritto, a quanto pare, a Trieste lo è. Forse aveva ragione Svevo quando, paradossalmente nella coscienza di Zeno, scriveva che la "vita attuale è inquinata alle radici", perché lo è e soffre del peggiore inquinamento discriminatorio. Ora, ognuno valuterà come comportarsi, ogni scelta sarà giusta e legittima, giusto e legittimo sarà il non volersi unire civilmente, sposarsi, in una incivile Trieste, o fino a quando ci sarà questa Amministrazione Comunale, come giusto sarà il tentare tutte le vie che la democrazia consentirà per condividere il proprio sì in quello spazio di Piazza dell'Unità. Comunque vada ed andrà, la politica del capriccio spesso ha l'effetto del riccio, quello di chiudersi, di respingere la società, con l'effetto che Trieste potrà anche vivere la propria isola ed isolamento infelice e depresso, mentre nel resto di buona parte del mondo, la vita avrà un sapore completamente diverso.

Commenti

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…