Passa ai contenuti principali

Gorizia non ha bisogno di centri commerciali

Gorizia è circondata da centri commerciali. Quello di Monfalcone, quello di Nova Gorica, quello di Villesse. Ricordo che quando venne inaugurato il centro commerciale di Villesse, venne addirittura sostenuto, con enorme entusiasmo, anche da parte di una certa sinistra che ne avrebbe beneficiato il turismo del nostro territorio. Sulla base di quali dati non è dato sapere. Chi si reca in un centro commerciale, specialmente come il TIARE, dove vi è di tutto e di più e forse anche oltre ogni più, per quale motivo deve poi recarsi a Trieste, Udine, Gorizia ecc centri situati a circa 30 km e più di distanza da quel luogo? Certo, qualcuno lo farà, ma saranno in pochi, salvo che non si inneschi un sistema di incentivi, anche economici e di promozione reale del territorio. Non basta scrivere sul sito quello che si può velocemente visitare a Trieste o ad Aquileia, incentivare il turismo è altra storia, complessa articolata ed il tutto deve essere necessariamente correlato alla politica. Chi si reca al centro commerciale lo fa perché è quella la destinazione. Un giro tra i negozi, un caffè al bar, la spesa, un film al cinema e poi a casa. I centri commerciali, per quanto belli, legittimi, hanno di fatto stante il funzionamento della società esistente risucchiato diverse piccole attività economiche e commerciali locali, in particolar modo tra Trieste e Gorizia. Ciò è inevitabile ed anche naturale, altrimenti quale concorrenza? Perché aprire un centro commerciale con centinaia di negozi? Perché la gente comune deve recarsi al negozio della propria città se nel centro commerciale può trovare offerte e prezzi imbattibili? Il Friuli Venezia Giulia è caratteristico per i suoi borghi, per le sue città a dimensione umana. Gorizia non è come Belgrado, dove pur essendoci un centro commerciale enorme e con negozi che in quelli italiani ci sogniamo di vedere, vede il suo centro storico essere in ogni caso attivo, vitale. A Gorizia, ma anche a Monfalcone, vi è stata una vera moria di piccole attività. Il centro è vuoto. La bella via Rastello è desolante, e se si continua così Gorizia diventerà solo un set cinematografico per qualche film. Gorizia dovrebbe invece guardare ad Est, su come funzionano i mercati, ad esempio. Penso al mercato coperto. Un gioiellino quello di Gorizia, ma ai minimi termini. Potrebbe accogliere oltre alla tipica attività di mercato, anche esposizione di prodotti dell'artigianato che attirano tanti turisti. Gorizia dovrebbe diventare un grande centro commerciale, sostenendo le piccole attività, quelle locali, e non favorendo l'edificazione dell'ennesimo centro commerciale, un mostro che comporterà una cosa sola, il totale svuotamento del centro di Gorizia e condizioni lavorative, come è noto e tanto per cambiare, precarie.  
In una società dove i diritti dei lavoratori sono ai minimi termini, dove essere pagati con il sistema becero dei voucher, è la normalità, la cui pericolosità da chi era competente in materia di diritto del lavoro venne denunciata fin da subito, ed oggi si scopre solo l'acqua calda. Per non parlare delle regole stringenti a cui rischiano di essere soggetti gli esercenti che decideranno di operare in loco, costretti ad aprire nei giorni e negli orari decisi dal centro commerciale, e se non lo faranno rischieranno di pagare penalità. Non è questo il modello a cui deve puntare Gorizia. Poi, se decide di volersi omologare al sinistro esistente fallimentare, all'ennesima inutile cementificazione, faccia pure, ma che non emergano lamentazioni poi, perché tornare indietro sarà impossibile e nella migliore delle ipotesi, una volta costruito, rimarrà l'ennesimo scheletro di cemento che nessuno potrà demolire.

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…