Passa ai contenuti principali

LA VERITÀ DOCUMENTALE SULLA FOIBA “MOBILE” DI ROSAZZO



Conferenza stampa del gruppo di RESISTENZA STORICA:


Mercoledì 23 marzo 2016, alle ore 11
presso la SALA DEL GONFALONE
Palazzo D’Aronco
Via Lionello, 1 – UDINE

Interverranno i ricercatori storici:
Alessandra Kersevan – Claudia Cernigoi – Marco Barone

Nel corso della conferenza si svelerà la vera storia del “famoso” documento della Farnesina sulla cosiddetta foiba di Rosazzo, o Manzano e chissà quanti altri posti.

Si chiarirà l’origine di questa documentazione, che, lungi dall’essere inedita o “scoperta negli archivi dove giaceva da settant’anni” è in realtà già stata riesumata svariate volte e sempre con gli stessi intenti antipartigiani.

Si presenteranno infine i documenti collegati nello stesso incartamento dimostrandone l’inaffidabilità, già resasi evidente a suo tempo in un famoso processo degli anni Novanta.

L’ampio corpus documentale in nostro possesso sarà mostrato attraverso una proiezione video. Ai giornalisti è prevista la consegna dei materiali in uno speciale dossier.

Durante la conferenza verrà letto anche un commento sulla vicenda di Wu Ming e collettivo Nicoletta Bourbaki

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Il Confine una fiction da no comment e quella mescolanza tra Udine e Trieste e Gorizia

Fiction significa finzione, nella cinematografia e in televisione, come evidenzia la Treccani, è il genere di film a soggetto, che si contrappone per es. a quello dei documentarî e, negli sceneggiati televisivi, quello che si basa su intrecci romanzati.

Eppure la fiction il Confine che avrebbe avuto una media di poco superiore a 3 milioni di spettatori ambientata soprattutto in FVG sembrava, per i colori, per la regia, per i dialoghi, le musiche e l'ambientazione complessiva una fiction pseudo documentaria alla Piero o Alberto Angela che altro.

Ma non era questo l'intento. Una storia profondamente banale, dal finale scontato e altrettanto banale, che non è riuscita a trasmettere la complessità della guerra, l'atrocità della stessa,  la sensazione che si è avuta è che l'approccio sia stato più da soap opera spagnola, ma che per una parte del pubblico pare essere stata apprezzata. Forse è meglio un no comment. D'altronde la qualità della nostra televisione non par…

Cent'anni d'Italia in FVG non fanno rima con bellezza

E sono cento. Ancora un niente rispetto all'esperienza asburgica e via scivolando in quel passato che ha connotato questa fetta d'Europa. Cent'anni d'Italia son bastati per stravolgere la fisionomia di questo territorio, stravolgere le identità culturali, linguistiche. Con l'avvento dell'Italia qui si ricorda più ciò che è stato distrutto, compromesso che ciò che è stato costruito, edificato, in segno propositivo. Andando a guardare le questione delle opere, la bellezza dei luoghi che vogliono Trieste come la piccola Vienna d'Italia, Gorizia come la Nizza d'Austria e Udine in armonia con l'eleganza di un tempo che non esiste più, in quella nostalgia diventata poesia ma anche pericolosa illusione è dovuta esclusivamente a quel passato che con l'avvento del Regno d'Italia è stato effettivamente annientato. Se pensi all'Italia a quali opere pensi? Al faro della Vittoria? Alla scalinata di cemento che ha conquistato il Carso di Redipuglia, …